Magis Proust celebra 15 anni con due nuove varianti cromatiche

Pubblicato il Di in Pezzi Storici, Storia del Design

A quindici anni dal lancio di Magis Proust, Magis presenta due nuove colorazioni — giallo acceso e verde mentolo — sviluppate insieme all’Archivio Alessandro Mendini attraverso un percorso di ricerca nei repertori cromatici del maestro.

Vibranti, luminose e fortemente espressive, le nuove tonalità ampliano la palette della celebre seduta con un’energia fresca e contemporanea, rafforzando il dialogo tra memoria progettuale e attualità.

Magis Proust: un’icona tra arte, design e produzione industriale

Nata originariamente nel 1978 come Poltrona di Proust, l’opera di Alessandro Mendini rappresenta uno dei progetti più iconici del design italiano del Novecento.

L’idea nasce dal desiderio di dare forma a un oggetto capace di trarre ispirazione dalla letteratura, in particolare dall’universo di Marcel Proust. Mendini trovò un legame tra la complessità narrativa dello scrittore francese e il linguaggio visivo del puntinismo.

“L’universo di Proust è un universo infinito di dettagli, aneddoti e parole la cui trasposizione visiva era per me le pennellate di artisti puntinisti come Signac. Presi in mano un pennello. Il mio oggetto di gioia da decorare era una finta poltrona barocca, in riferimento al kitsch con cui Proust adornava le sue stanze. È così che nel 1978 è nata la Poltrona di Proust.”
— Alessandro Mendini

Nel corso degli anni la poltrona è stata reinterpretata in diversi materiali, dalla ceramica al bronzo, mantenendo però una dimensione quasi artistica e non seriale.

La trasformazione industriale firmata Magis

La svolta arriva nel 2010, quando Magis propone a Mendini di trasformare la Poltrona di Proust in un prodotto industriale destinato alla produzione in serie.

La tecnologia scelta è quella dello stampaggio rotazionale, che consente di realizzare la seduta in polietilene attraverso un grande stampo industriale. Nasce così Magis Proust, una versione accessibile e contemporanea dell’iconico progetto.

“Ecco ora una novità davvero inaspettata. Un paradosso che si realizza. La ‘poltrona di Proust’ diviene un oggetto industriale stampato in plastica rotazionale. Ecco la nuova poltrona ‘Magis Proust’. Un gioiello tecnico e produttivo. Una nuova energia di colori e di atmosfere per un oggetto senza tempo.”
— Alessandro Mendini

Magis Proust rappresenta ancora oggi una sintesi perfetta tra visione artistica e innovazione produttiva, mantenendo intatta la forza espressiva e utopica del linguaggio mendiniano.

Due nuovi colori per i 15 anni di Magis Proust

Per celebrare questo anniversario, i nuovi colori giallo acceso e verde mentolo introducono una nuova lettura dell’oggetto: più luminosa, pop e contemporanea, ma sempre coerente con il vocabolario cromatico di Mendini.

Le due tonalità si inseriscono nel solco di una ricerca che ha sempre fatto del colore uno strumento progettuale centrale, capace di trasformare la seduta in presenza scenica e narrativa.

La mostra a Villa Giulia dedicata ad Alessandro Mendini

Le nuove Magis Proust saranno esposte a Villa Giulia in occasione della mostra “Alessandro Mendini. Cose. Stanze come mondi”.

Curata da Loredana Parmesani e organizzata dal Comune di Verbania in collaborazione con l’Archivio Alessandro Mendini, l’esposizione sarà visitabile dal 16 maggio al 27 settembre.

Attraverso 130 opere, la mostra ripercorre la carriera di uno dei più influenti interpreti del design e dell’architettura del Novecento, dagli esordi nel Radical Design milanese degli anni Settanta fino alle sperimentazioni postmoderne.

Disegni, oggetti, dipinti e testi accompagneranno il percorso espositivo, raccontando la genesi e l’evoluzione delle opere di Mendini e il suo inesauribile immaginario creativo.

Un oggetto senza tempo

A distanza di quasi cinquant’anni dalla nascita della Poltrona di Proust, Magis Proust continua a dimostrare la contemporaneità del pensiero di Alessandro Mendini.

Tra memoria, sperimentazione e cultura del progetto, la seduta si conferma non solo un’icona del design italiano, ma anche un oggetto capace di attraversare il tempo rinnovando continuamente il proprio linguaggio estetico.