Dal 12 al 20 settembre 2026 torna il Lake Como Design Festival, che giunge all’ottava edizione proponendo un programma diffuso di mostre, installazioni e percorsi espositivi dedicati al tema “Confine”. Un concetto interpretato non come semplice linea di separazione, ma come spazio di relazione, luogo di incontro, trasformazione e dialogo tra discipline, territori e persone.

Proprio questa riflessione si traduce nella principale novità del 2026: per la prima volta il festival amplia il proprio raggio d’azione oltre Como e il suo lago, coinvolgendo anche Lecco con una serie di sedi inedite. Un’espansione che rende il concetto di confine un gesto concreto, trasformando il territorio in un sistema culturale condiviso.
Un festival che costruisce relazioni
Tra gli obiettivi della manifestazione c’è quello di creare un dialogo sempre più stretto con il mondo della formazione. Nasce così un percorso espositivo sviluppato insieme ai principali istituti del territorio: Università degli Studi dell’Insubria, Conservatorio di Como, Accademia Aldo Galli/IED – Istituto Europeo di Design e Politecnico di Milano – Polo territoriale di Lecco.
L’iniziativa vuole avvicinare le nuove generazioni al design, all’architettura e all’arte attraverso esperienze culturali partecipative, trasformando il festival non soltanto in una rassegna espositiva ma in un luogo capace di generare relazioni e collaborazioni durature.
Villa del Grumello tra memoria e progetto
Tra le conferme dell’edizione 2026 torna protagonista Villa del Grumello, insieme al suo parco storico, che ospita uno dei principali percorsi espositivi del festival.

Negli spazi della villa prende forma Future in the Past, una mostra dedicata al dialogo tra memoria, archivi e progettazione contemporanea. L’archivio viene interpretato come organismo vivo, capace di alimentare nuove idee e processi creativi piuttosto che semplice custode del passato.
Tra i protagonisti figurano Lupo Borgonovo con Disegno Nomade, Nicolò Spinelli insieme alla storica falegnameria Simonetto di Meda in un progetto architettonico firmato da Elisa Ossino, Etel, che propone un approfondimento dedicato a Lina Bo Bardi, oltre a un progetto di Annarita Aversa dello studio Architetti Artigiani Anonimi, curato da Giustini Stagetti Gallery.


Il percorso comprende inoltre materiali provenienti dall’Archivio Carla Badiali, con disegni legati alle collaborazioni dell’artista con Hubert de Givenchy e Pierre Balmain, e il progetto 1in16 – A Border Divided, A Story Shared, curato da Francesca Brambilla.
Natura, paesaggio e nuovi modi di abitare
Il parco di Villa del Grumello ospita invece Nella Natura: storie di chi ha scelto un’altra vita, mostra curata da Paola Manfredi con fotografie di Selene Magnolia Gatti.
L’esposizione racconta sei persone che hanno scelto di vivere sul confine tra città e wilderness, proponendo una riflessione sul rapporto contemporaneo con il paesaggio attraverso fotografie e testimonianze.
Contemporary Design Selection cambia sede
Per il quarto anno consecutivo torna la Contemporary Design Selection, curata da Giovanna Massoni e diretta da Francesca Prandelli, Chief Coordinator del festival.
Per la prima volta l’esposizione trova spazio all’interno di Villa Saporiti, dove designer indipendenti, architetti, artigiani, collettivi, gallerie e studi di progettazione sono stati invitati a confrontarsi con il tema del confine attraverso nuove produzioni e sperimentazioni.
Fine Comune nell’ex chiesa di Santa Caterina
Tra le installazioni più attese figura Fine Comune, progetto di Lobby Nomade con direzione creativa di Ultrapresent Studio, ospitato nell’ex chiesa di Santa Caterina.
L’allestimento mette in dialogo le opere monocromatiche in cemento e metallo dell’artista Luca Monterastelli con il sistema di imbottiti Free System di Acerbis, gli oggetti di collectible design di Movimento Gallery e i tappeti artigianali di cc-tapis, creando un ambiente che riflette sui concetti di limite, condivisione e spazio collettivo.
Ico Parisi, musica elettronica e ricerca
Ritorna anche l’Archivio Design Ico Parisi, con la mostra Ico Parisi e Giuliano Collina: arte condivisa, dedicata al sodalizio artistico tra i due protagonisti e allo storico atelier-galleria La Ruota, luogo di incontro culturale fondato da Ico e Luisa Parisi.

Al Conservatorio di Como, invece, Ultrapresent Studio cura Atto Puro, progetto che coinvolge il corso di musica elettronica utilizzando il sistema audio Cosmos, progettato nel 2025 per riportare dal vivo un’opera di Giusto Pio, storico collaboratore di Franco Battiato.
Gli istituti di formazione protagonisti
L’Accademia Aldo Galli ospita After Evidence: From Forensic Purpose to Public Resonance, terzo capitolo del progetto editoriale Notes on Plural Intelligences sviluppato da IED. La mostra nasce da un archivio di immagini forensi, reinterpretato attraverso una ricerca che esplora il rapporto tra suono e immagine nell’ambito del progetto Sounding Images, Screening Sounds (SISS).

Negli spazi dell’Università dell’Insubria trova invece posto Gente di Confine, mostra fotografica di Alberto Granata, curata da Eugenio Bitetti, che riflette sul sottile confine tra materia e vita attraverso immagini di statue rese sorprendentemente umane grazie alla luce e alla composizione fotografica.
Lecco entra nel festival con un percorso inclusivo
L’espansione del festival verso Lecco prende avvio con Oltre al Vedere, progetto curato da Francesca Brambilla nell’ambito di Cultura Meccanica® per il Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano.
L’iniziativa propone percorsi audio-tattili e dispositivi multisensoriali che rendono arte e design accessibili anche alle persone cieche e ipovedenti, offrendo una nuova riflessione sul concetto di esperienza estetica e accessibilità.
Sempre negli spazi del Politecnico si conclude il percorso con Confini instabili – Macchine narrative per raccontare la montagna in movimento, progetto sviluppato all’interno della ricerca AMALPI MORE, dedicata alle frane e alle trasformazioni del paesaggio alpino. L’obiettivo è sensibilizzare il pubblico sul tema della fragilità del territorio attraverso innovativi dispositivi narrativi.
Studio Visit e architettura razionalista
Accanto alle mostre, il Lake Como Design Festival rinnova anche il programma Studio Visit, che apre al pubblico studi professionali, gallerie, archivi e atelier del territorio, offrendo un’occasione privilegiata per conoscere da vicino il lavoro di progettisti e creativi.
Confermato anche il percorso dedicato alla Como Razionalista, itinerario che permette di riscoprire uno dei patrimoni architettonici più significativi della città.
Con un programma diffuso che intreccia design, arte, architettura, ricerca e formazione, il Lake Como Design Festival 2026 conferma la propria vocazione internazionale e rafforza il dialogo tra territori diversi. Il tema Confine diventa così una chiave di lettura capace di superare le barriere geografiche e disciplinari, trasformando il festival in un laboratorio aperto dove cultura, progetto e paesaggio si incontrano per immaginare nuove prospettive.