Pigments: Marco Piva interpreta il colore come materia viva per Radici

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Il colore non è semplicemente una componente decorativa, ma una materia in continua trasformazione, capace di generare profondità, ritmo e percezioni sempre diverse. Da questa riflessione nasce Pigments, la nuova collezione di moquette stampata disegnata da Marco Piva per Radici, un progetto che esplora il pigmento nella sua dimensione più espressiva, traducendo sulla superficie tessile i processi tipici della pittura.

Macchie, velature, puntini, stratificazioni e intrecci diventano elementi compositivi che costruiscono un linguaggio visivo ricco di sfumature. Ogni pattern nasce dall’incontro tra segni e cromie che si sovrappongono e si fondono, conferendo alla superficie un carattere dinamico e vibrante. Il risultato è una collezione che trasforma la moquette in un vero e proprio campo espressivo, in equilibrio tra spontaneità del gesto e rigore della composizione.

Pigments si articola in cinque pattern – Grain, Cadence, Layer, Relief e Undertone – declinati in una palette che spazia dai toni naturali del verde, del beige e della sabbia fino alla profondità del bordeaux. Alla base del progetto vi è una ricerca sulle modalità di applicazione del colore nella pittura: velature, addensamenti, dissolvenze e stratificazioni vengono reinterpretati come strumenti progettuali, capaci di trasformare la superficie tessile in un paesaggio cromatico complesso e articolato.

Grain: il colore nella sua forma più essenziale

Con Grain, Marco Piva guarda alla dimensione più minuta del pigmento: il granello. Il pattern è costruito attraverso una costellazione di piccole unità ordinate che si aggregano sulla superficie creando una trama in continua evoluzione percettiva.

Come particelle di colore che si depositano e si stratificano, i granelli generano un disegno che cambia a seconda della distanza di osservazione e delle condizioni di luce. Disponibile nelle tonalità verde, beige, sabbia e bordeaux, Grain restituisce una superficie ricca di sfumature e dettagli, capace di rivelarsi progressivamente allo sguardo.

Cadence: il ritmo del colore

Cadence interpreta il colore come una sequenza organizzata di segni e intensità. Il pattern nasce dalla ripetizione controllata di elementi che si susseguono con andamento ritmico, creando una composizione ordinata ma al tempo stesso dinamica.

Campiture rettangolari disposte come una scacchiera accolgono variazioni cromatiche che scandiscono la superficie e accompagnano lo sguardo attraverso un percorso visivo equilibrato. Le tonalità naturali del verde, del beige, della sabbia e del bordeaux contribuiscono a rafforzare il senso di armonia e continuità che caratterizza il disegno.

Layer: la profondità della sovrapposizione

Il tema della stratificazione trova la sua espressione più evidente in Layer. Qui il colore si deposita sulla superficie attraverso una successione di interventi che costruiscono un effetto di profondità e movimento.

Velature leggere e campiture più dense convivono in un equilibrio dinamico che richiama l’idea dell’intreccio. Il pattern si concentra sull’esplorazione di una singola tonalità per ciascuna variante cromatica – dal beige al bordeaux, passando per il verde e la sabbia – sviluppandone tutte le sfumature possibili. Senza ricorrere alla sovrapposizione di colori differenti, Layer dimostra come la ricchezza cromatica possa emergere dalla sola modulazione di una stessa tonalità.

Relief: il colore come materia

Con Relief la ricerca si sposta sulla dimensione tattile e materica del pigmento. Il colore appare inciso, addensato, quasi scolpito sulla superficie, generando contrasti tra pieni e vuoti e accentuando gli effetti di chiaroscuro.

La texture assume così una forte presenza visiva, suggerendo una tridimensionalità che invita a una lettura non soltanto estetica ma anche sensoriale. Le combinazioni tra verde, beige, sabbia e bordeaux contribuiscono a enfatizzare la densità della composizione, dando vita a superfici di grande carattere.

Undertone: la leggerezza delle sfumature

Undertone esplora invece la dimensione più sottile del colore. Il pigmento si diffonde con delicatezza attraverso stratificazioni leggere e variazioni tonali quasi impercettibili, creando un’atmosfera morbida e avvolgente.

Sottili pennellate si distribuiscono sulla superficie seguendo un ordine rigoroso, come se il gesto creativo fosse guidato da una logica precisa e misurata. Disponibile nelle tonalità del verde, del beige e del bordeaux, il pattern costruisce un equilibrio raffinato in cui il colore agisce con discrezione, trasformando lo spazio attraverso una presenza silenziosa ma costante.

Con Pigments, Marco Piva e Radici propongono una collezione che supera la semplice funzione decorativa della moquette per trasformarla in uno strumento di espressione progettuale. Un sistema di superfici in cui il colore diventa materia viva, capace di dialogare con l’architettura e di modificare la percezione dello spazio attraverso la forza del segno, della luce e della stratificazione.