(META)FISICA: quando il tappeto diventa architettura dell’immaginario

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La collezione (META)FISICA, presentata in occasione della Milano Design Week 2026, nasce dalla collaborazione tra cc-tapis e la storica maison milanese Fornasetti, trasformando il tappeto in una superficie narrativa sospesa tra arte, architettura e visione.

Il progetto reinterpreta una selezione di motivi d’archivio di Piero Fornasetti e di Barnaba Fornasetti, dando forma a un universo visivo che attraversa surrealismo, illusione e memoria. Le immagini, provenienti dal mondo naturale e costruito, vengono tradotte attraverso la sensibilità materica e artigianale di cc-tapis, ampliandone la dimensione percettiva.

L’archivio come matrice generativa

Al centro della collezione si trova l’archivio Fornasetti, un sistema vivente di immagini e riferimenti che comprende mobili, oggetti e oltre 10.000 disegni realizzati nel corso di quasi un secolo.

Più che un repertorio storico, l’archivio diventa una struttura generativa fondata su ripetizione e trasformazione. Le immagini non vengono semplicemente riprodotte, ma rielaborate come matrici visive che danno origine a nuove composizioni. In questo processo, Barnaba Fornasetti non si limita alla riedizione, ma utilizza l’eredità paterna come piattaforma per nuove creazioni, mantenendo vivo un linguaggio in continua evoluzione.

Il tappeto come scena narrativa

In (META)FISICA il tappeto non è più superficie decorativa, ma diventa spazio scenico e dispositivo narrativo.

Ogni pezzo si configura come una scena autonoma, in cui trompe-l’œil, frammentazioni, variazioni ritmiche e dettagli grafici costruiscono una teatralità sospesa tra finzione e funzione. Il tappeto diventa così un “atto” visivo, capace di abitare lo spazio con una presenza narrativa precisa e riconoscibile.

La collaborazione tra cc-tapis e Fornasetti mette in dialogo due approcci complementari: da un lato la dimensione simbolica e narrativa dell’immaginario Fornasetti, dall’altro la ricerca sperimentale di cc-tapis sul tappeto come superficie espressiva e oggetto da collezione.

Materia, tecnica e illusione

La ricchezza della collezione si esprime attraverso una varietà di tecniche e materiali che amplificano la profondità delle immagini.

Lana himalayana, lana merino e seta vengono selezionate per tradurre le sfumature del linguaggio visivo Fornasetti in texture tattili e luminose. La lucentezza della lana, la morbidezza del merino e la trasparenza della seta contribuiscono a rafforzare l’effetto di profondità e illusione ottica.

Le lavorazioni spaziano dai tappeti annodati a mano con tecnica tibetana, agli arazzi ricamati da artigiani dell’Uttar Pradesh, fino a creazioni hand-loomed. Le dimensioni variano da formati monumentali a pezzi più intimi, concepiti come oggetti da collezione che superano la funzione d’uso per assumere valore autonomo.

Un linguaggio tra memoria e presente

Elemento simbolico del progetto è il battipanni, motivo iconico dell’universo Fornasetti reinterpretato come segno grafico della collezione. Un gesto ironico e affettivo che collega memoria e contemporaneità, rafforzando il carattere narrativo dell’intero progetto.

(META)FISICA costruisce così una riflessione sul tappeto come forma ibrida: superficie e immagine, oggetto e architettura, memoria e invenzione. Un sistema di segni che non si limita a decorare lo spazio, ma lo attiva, trasformandolo in un campo percettivo stratificato e mutevole.