Bici e vino si fondono in un’unica anima: Bici e vino si fondono in un’unica anima: apre Ciclosfuso, in v apre Ciclosfuso, in v fuso, in via Vigevano 43 ia Vigevano 43 ia Vigevano 43,a Milano

Pubblicato il 26 giugno 2015 Di

 

Due i soci, entrambi milanesi – Gianluca Casella e Matteo Riva – con una diversa storia professionale alle spalle. Si conoscono ‘per caso’ nel 2013, in Grecia e sognano di aprire un locale nella loro Milano. Bici e vino sono le passioni che li uniscono e presto sbocciano in Ciclosfuso.

Apre al pubblico l’11giugno 2015 giugno 2015 giugno 2015, in uno spazio ex-industriale industriale industriale di 230 m2 – di cui s’innamorano sin dalla prima visita – e abbraccia due universi: bici e vino (con cibo). Affaccia in un cortile silenzioso di via Vigevano 43 , in una bella casa di evano 43 ringhiera della vecchia Milano. L’abbinata bici-vino è originale, ma ben ragionata. Una ricetta fatta di buoni ingredienti: le due passioni confluiscono nella nuova esperienza professionale ‘diversa e irriverente’, in cui sperimentano e si mettono in gioco. Le buone tradizioni italiane, nel rispetto dell’ambiente. Una sana ed ecologica pedalata in bici, la degustazione di vini e prodotti alimentari di alta qualità. Il vino sfuso – predominante in quantità, rispetto alle etichette – viene scelto da Ciclosfuso con grande attenzione all’ecologia (meno utilizzo di vetro) e al risparmio (ottimo rapporto qualità-prezzo). La bici – mezzo di trasporto adottato da entrambi i soci – diventa fondamentale nel progetto, che include la ciclo-officina con vendita.

Un ampio open space di 230m2, a pianta rettangolare, suddiviso in due navate dalla struttura portante. Pilastri e archi in muratura scandiscono lo spazio e il soffitto è in travi di legno a vista. Rimangono le tracce del laboratorio in cui, tempo fa, si fabbricavano tubi. Proprio in una zona, quella di via Vigevano, che all’inizio dell’800 era adibita a magazzino di botti di vino proveniente dal sud Italia. Tutto torna. Legno, ferro e acciaio, queste le principali materie usate nell’allestimento di Ciclosfuso, ideato da tagmi, che ben si accostano alle bici, nel rispetto delle origini del luogo. Il calore del legno e la sua naturalità rivivono nello spazio nelle assi in faggio usate per il bancone e la quercia, con cui sono realizzati i tavoli, dove degustare i prodotti. Forte e fredda la struttura portante, in tubi in ferro nero satinato, che ospita elementi espositivi e si contrappone all’acciaio lucido delle botti che contengono vino sfuso e padroneggiano al centro. Due gli ingressi a Ciclosfuso. Uno laterale, appena ricavato, sulla stradina chiusa (via Sartirana), dà accesso diretto alla ciclo-officina officina officina, dove un meccanico esperto è a disposizione per rimettere a nuovo i veicoli leggeri, o semplicemente revisionarli. E consiglia il mezzo ‘adatto’. Uniche e ‘su misura’,le bici della linea ‘Ciclosfuso’, made in Italy, interamente personalizzabile in tutti i dettagli: cromatura e verniciatura del telaio (a scelta tra 9 colori), scelta di sella, freni e copertoni. O la scelta dall’ampia selezione di tre prestigiosi brand – Cinelli, Wilier Triestina e Tern – oltre agli accessori bici. E un secondo ingresso, con porta in vetro e ferro battuto – come le due grandi finestre laterali – cui si accede dal cortile interno su Via Vigevano 43. Entrando da qui, al centro, svettano le botti in acciaio lucido – che contengono 8 tipologie di ‘sfuso’ – e i tavoli di appoggio, in legno. Sulla sinistra l‘area ciclo officina e sulla destra il bancone dove scegliere i taglieri di buon cibo da abbinare al proprio bicchiere. Nell’area antistante è la zona outdoor con tavolini, dove rilassarsi nella quiete di una corte interna.