Bioarchitettura: Appunti per la progettazione

Pubblicato il 13 novembre 2015 Di

Avrete sicuramente sentito parlare di bio architettura. Secondo la definizione di Ugo Sasso, padre della Bioarchitettura italiana, è l’insieme delle discipline che presuppongono un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ecosistema.  

Sebbene se ne sia sentito parlare soprattutto negli ultimi 10-15 anni, in verità la bioarchitettura ha radici lontane. Le teorie della Bioarchitettura si diffondono nella metà degli anni ’70, grazie all’impegno di alcuni studiosi contro l’impiego di materiali e sostanze nocive artificiali nelle costruzioni. Non solo. I riferimenti culturali alla base di queste teorie si ritrovavano già, anche nel filone dell’architettura organica, nata a cavallo tra le due guerre mondiali (con i progetti di F.L. Wright , H. Scharoun  o Alvar Aalto) e successivamente nelle esperienze delle avanguardie architettoniche degli anni ‘60, che si concretizzarono ad esempio nella produzione di nuove forme abitative spontanee, come la comunità Drop City nel Colorado o Arcosanti, la città ecologica di Paolo Soleri.

Tornando all’Italia, queste teorie hanno cominciato a diffondersi negli anni ’90, superando la visione utopistica ed eversiva delle istanze ecologiste degli anni Sessanta e orientandosi invece  verso una maggiore sostenibilità ambientale.

Figura di spicco nella teorizzazione e diffusione della bio architettura in Italia è stato Ugo Sasso, fondatore di Bioarchitettura Onlus di Bolzano (1989) oltre che dell’Associazione denominata Istituto Nazionale di Bioarchitettura (INBAR) 1992.

Con la bioarchitettura si intende oggi,  quella pratica architettonica rispettosa dei principi della sostenibilità, che ha l’obiettivo di instaurare un rapporto equilibrato tra l’ambiente e costruito, soddisfacendo i bisogni delle attuali generazioni senza compromettere, con il consumo delle risorse, per le generazioni future.

Personalmente credo che l’approccio progettuale debba sempre tener conto di quelli che sono i principi fondamentali della bioarchittettura. In sintesi alcuni dei punti fondamentali sono:

  • La contestualizzazione dell’abitazione nel luogo in cui viene costruita
  • La Salvaguardia dell’ecosistema
  • L’impiego  delle risorse naturali (acqua, vegetazione, clima)
  • L’assenza di emissioni dannose (fumi, gas, acque di scarico, rifiuti)
  • La progettazione di edifici flessibili e riadattabili nel tempo con interventi di ampliamento o cambiamento di destinazione
  • La previsione di un  diffuso impiego di fonti energetiche rinnovabili
  • L’ utilizzo di materiali e tecniche eco-compatibili, preferibilmente appartenenti alla cultura materiale locale
  • Il privilegio  della qualità della vita ed il benessere psicofisico dell’uomo

Se questi possono essere identificati come consigli questa infografica ci identifica e ed espone con chiarezza i sei punti fondamentali nella fase di progettazione.

 Baltera.com

Tale approccio si avvicina al concetto di “casa passiva” la casa autosufficiente dal punto di vista energetico una soluzione costosa ma conveniente nei climi rigidi del nord Europa,  non alle nostre latitudini  dove occorrono soluzioni progettuali che considerano anche il raffrescamento, per le esigenze estive.

 

 

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