Finestre e infissi: l’importanza dell’Illuminazione naturale

Pubblicato il 1 settembre 2017 Di

L’illuminazione naturale degli interni è un tema fondamentale perché  contribuisce al benessere fisiologico e psicologico degli individui. La giusta illuminazione contribuisce anche al risparmio energetico, in quanto riduce la necessità dell’illuminazione artificiale.

A tal proposito, la normativa vigente fa riferimento al rapporto aero illuminante e, più correttamente, al fattore medio di luce diurna: in entrambi i parametri riveste un ruolo centrale la superficie delle finestre.

Questi aspetti sono importanti dal punto di vista architettonico e progettuali e trovano conferma nella scelta degli infissi  che incidono molto anche dal punto vista estetico architettonico sul prospetto dell’edificio.

Anche Le Corbusier, il celebre architetto, tra le figure più importanti dell’architettura del ‘ 900, aveva evidenziato nei suoi cinque punti della nuova architettura l’importanza dell’illuminazione naturale.

Nel suo testo teorico Vers une architecture Le Corbusier parla di “Fenêtre en longueur” cioè di “finestra a nastro”.

Si trattava all’epoca (siamo nel 1923) di una delle più importanti innovazioni possibili grazie all’introduzione del calcestruzzo armato. Una facciata poteva così ora essere tagliata in tutta la sua lunghezza da una finestra che ne occupa la superficie desiderata, permettendo una straordinaria illuminazione degli interni ed un contatto più diretto con l’esterno.

 

Uno dei suoi progetti in cui la finestra a nastro e gli altri 4 principi (pilastri, tetto a terrazza,  pianta libera, facciata libera) vengono messi in pratica è la Villa Savoye a Poissy, nei pressi di Parigi.

Progettare la corretta illuminazione naturale  è importante nell’architettura contemporanea sia che si tratti di edilizia residenziale che edifici per la collettività.

Tra i più recenti progetti di architettura che tengono presente questo aspetto c’è il Centro Botín di Santander firmato da Renzo Piano, il primo progetto firmato dall’architetto italiano in Spagna.

Il complesso è stato inaugurato il 23 giugno 2017 ed è affacciato sul mare, sulla baia di Santander luogo in cui sfrutta le capacità naturali ed espressive di acqua e la luce.

Vista Centro Botìn. Photo: Enrico Cano (Fonte: www.professionearchitetto.it )

Rivolto verso il mare a Sud, in questo progetto è stato possibile sfruttare una delle luci più interessanti ossia il riverbero che si genera e produce un’illuminazione naturale che avvolge l’edificio. Per questo è stato deciso di rivestire il complesso architettonico con 270 mila formelle circolari di ceramica trattata con una patina madreperlacea che reagisce con la luce e cambia con il passare dei giorni e delle stagioni.

 

Centro Botìn. Photo: Enrico Cano (Fonte: www.professionearchitetto.it )

Si compone di due corpi di fabbrica di due piani con l’ultimo illuminato da lucernari, sospesi su pilotis e collegati da passerelle di acciaio e vetro, creando una piazza pubblica sull’acqua. La superficie totale è di oltre 6.800 mq (di cui più di 2.400 adibiti ad area espositiva), il nuovo Centro Botín ospita ad Est un auditorium da 300 posti e un centro educativo, a Ovest le gallerie espositive  su due livelli illuminate dall’alto grazie a una copertura multistrato di vetro, alluminio e tela bianca e un anfiteatro da 2.000 posti scavato nel parco.