La Fondazione Bisazza rende omaggio alla fotografa tedesca Candida Höfer, con la mostra dal titolo: “Candida Höfer. Immagini di Architettura”

Pubblicato il 2 maggio 2014 Di

La Fondazione Bisazza per il Design e l’Architettura Contemporanea rende omaggio alla fotografa tedesca Candida Höfer, con una mostra “Candida Höfer. Immagini di Architettura”, un percorso attraverso una selezione di fotografie in grande formato scelte direttamente dall’autrice, che saranno esposte dal 9 maggio fino al 27 luglio 2014.

Si tratta di una grande novità per la Fondazione Bisazza che ospita, nelle sue ampie sale espositive, la prima mostra fotografica di architetture classiche e contemporanee, allestita per celebrare l’attività di una delle più influenti fotografe del panorama
internazionale.

Da sempre protagonisti nelle immagini di Candida Höfer gli interni di spazi pubblici – musei, biblioteche, archivi, teatri, uffici, banche, palazzi storici e stazioni della metropolita – fotografati secondo la tecnica dell’inquadratura semplice e della ripresa distanziata, privi di figure umane e illuminati rigorosamente dalla sola presenza della luce naturale. Si tratta di scatti caratterizzati da una nitidezza unica nel suo genere e realizzati senza qualsiasi tipo di ritocco digitale. Templi della conoscenza e del sapere che, così
presentati, consentono ad ogni spettatore di stabilire un rapporto esclusivo con il luogo ritratto, immedesimandolo in una contemplazione solitaria, che gli permette di cogliere ogni minimo dettaglio, reso altrimenti invisibile.

Immagini dal forte impatto suggestivo, veri e propri “ritratti di architettura”, espressioni di quello stile unico e di grande effetto, che da anni contraddistingue il lavoro di Candida Höfer, che ha curato insieme alla Fondazione Bisazza l’allestimento del progetto espositivo.

“Il soggetto del mio lavoro sono gli spazi pubblici e istituzionali. Io li preferisco quando non sono ancora invasi dal pubblico. È allora che questi stessi sanno raccontare di più sulle persone che li vivono o li hanno vissuti. Gli spazi parlano di luce, ecco perché li immortalo nella luce stessa in cui li trovo, naturale o artificiale che sia. Gli spazi hanno delle funzioni. Le funzioni creano analogie. Io sono affascinata dalla differenza in queste analogie“ Candida Höfer.