Hans Richter Il ritmo dell’avanguardia

Pubblicato il 14 agosto 2014 Di

Si aprirà il 31 agosto al Museo d’Arte Lugano un’ampia retrospettiva dedicata all’artista tedesco Hans Richter (Berlino 1888 – Minusio 1976), in programma fino al 23 novembre 2014.
Ricca di quasi 200 opere tra pitture, disegni, fotografie, film, libri e riviste, la mostra rappresenta un’occasione unica per riscoprire l’opera di questa importante figura dell’arte del XX secolo che ha trascorso gran parte dei suoi ultimi venti anni di vita a Locarno e di cui il Museo Cantonale d’Arte conserva alcune opere capitali, tra di esse la versione originale del grande rotolo Rhythmus 23.
L’esposizione segna un’ulteriore tappa nel percorso verso il nuovo centro culturale LAC (Lugano Arte e Cultura) la cui apertura è prevista a settembre 2015. Dalla fusione dei patrimoni artistici del Museo d’Arte Lugano e del Museo Cantonale d’Arte, già oggi uniti sotto un’unica direzione, nascerà il museo del LAC che si avvia a diventare un importante centro espositivo a livello europeo.
L’artista
Figura di spicco dell’avanguardia del secolo scorso, Hans Richter ha esercitato il suo talento e la sua creatività in un’infinita varietà di campi – dalla pittura al disegno, dal cinema alla scrittura, dall’editoria all’insegnamento – battendosi sempre strenuamente per affermare i valori di quella rivoluzione modernista che ha segnato in maniera indelebile la prima metà del Novecento.
La sua lunga e movimentata esistenza è strettamente intrecciata alle vicende storiche e artistiche del secolo scorso, che lo hanno visto collaborare e dialogare con alcuni tra i principali esponenti
dell’arte di quel tempo, da Marcel Duchamp a Kazimir Malevič, da Theo van Doesburg a Kurt Schwitters, da Max Ernst a Sergej Ejzenštejn. 01 H. Richter, Ryhtums 23, 1923-1
Dopo gli esordi espressionisti nella Berlino dei primi anni dieci, tra il 1916 e il 1918 Richter è stato, accanto a Tzara, Ball, Arp e Janco, uno dei protagonisti della straordinaria stagione del Dadaismo zurighese e negli anni immediatamente successivi uno dei pionieri del cinema astratto, tanto da divenire nella seconda metà degli anni Venti una figura chiave delle sperimentazioni filmiche in ambito artistico.
Costretto a rifugiarsi negli Stati Uniti dopo l’avvento del nazismo, nel dopoguerra Richter è diventato, grazie alla sua attività di insegnante, un punto di riferimento per la nascita del cinema indipendente americano e, attraverso libri e mostre, ha contribuito in maniera decisiva a scrivere la storia delle avanguardie del primo Novecento.

 

 

Il percorso espositivo
Dispiegandosi cronologicamente attorno alle fasi principali che segnano l’avventura artistica di
Richter, il percorso espositivo, che include opere di artisti quali Arp, Eggeling, Janco, Jawlensky, van
Doesbourg, Moholy Nagy, Man Ray, offre la straordinaria opportunità di confrontarsi con le grandi
tematiche che hanno percorso le avanguardie del Novecento e di ripercorrere alcune delle
esperienze fondamentali che hanno segnato la storia dei rapporti tra pittura e cinema nel secolo
scorso.
La mostra è stata organizzata dal County Museum di Los Angeles e dal Centre Pompidou di Metz,
in collaborazione con il Museo d’Arte Lugano.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo in italiano, corredato da immagini a colori di tutte le
opere in mostra, con testi di Timothy O. Benson, Doris Berger, Edward Dimendberg, Frauke
Josenhans, Philippe-Alain Michaud, Elio Schenini, Michael White, Yvonne Zimmermann.