Infiniti Design De-contest – “Club Cafè”: decretato il progetto vincitore

Pubblicato il 24 giugno 2014 Di

Creatività, innovazione e tecnologia sono tre caratteristiche sempre presenti nei prodotti di Infiniti. Queste stesse peculiarità sono emerse con forza anche nel progetto di Philippe Tabet, “Ruelle”, che la giuria ha designato come vincitore dell‘Infiniti Design De-contest 2014, dal titolo “Club Cafè”.

La quarta edizione del De-contest di Infiniti proponeva un tema non semplice da trattare per i designers: realizzare l’abbinata sedia + tavolo da caffetteria, pensata per la collettività. Degli oltre 500 progetti, giunti da ben 28 Paesi in tutto il mondo, l’elaborato del giovane progettista francese è apparso, all’unanimità, quello che meglio rispondeva alle indicazioni fornite dal bando.

Philippe Tabet con “Ruelle” ha adeguatamente considerato non solo i valori e l’identità del marchio Infiniti, ma anche i requisiti ergonomici e di progettazione eco-sostenibile richiesti. Ruelle è una collezione composta da tavolo e sedia, che si distingue per le linee pulite e soprattutto per un interessante utilizzo dei materiali: molto differenti fra loro (legno, alluminio, ghisa, metallo estruso) ma combinati in maniera sapiente. Ruelle si è da subito mostrata alla giuria come una serie dalla personalità ben definita, nata da un’approfondita analisi dell’azienda e di quanto richiesto dal bando. A selezionare il vincitore Alberto Boldo, sales supervisor di Infiniti, Victor Vasilev, noto architetto e designer, Paola Goppion, della Goppion Caffè spa, Andrea Pirruccio giornalista della rinomata rivista di settore Interni. Vista la qualità degli elaborati è stato deciso di assegnare anche una menzione d’onore e di farlo coinvolgendo la “giuria popolare” di Facebook, una novità assoluta per il De-contest che mostra la sempre maggiore propensione dell’azienda al mondo 2.0, sintomo di quanto il cliente e la sua opinione siano sempre al primo posto per Infiniti, anche grazie a un contatto diretto attraverso i new media.

Sulla pagina Facebook “Infiniti Design”sono stati proposti sette elaborati, preselezionati dalla giuria. Tutti i fan, ma non solo, sono stati quindi invitati a esprimere il proprio giudizio cliccando “Mi Piace” sul progetto ritenuto più interessante. Il risultato ha premiato Giovanni Galli e Francesco Ravasio con il progetto Cofwe.«Siamo molto soddisfatti di questa quarta edizione del De-contest – esordisce Alberto Boldo sales supervisor di Infiniti – . I giovani in gara quest’anno arrivano da tutto il mondo e si sono dimostrati attenti al bando e a quanto richiesto». Anche il tema scelto è risultato vincente: «Non eravamo certi che il soggetto del contest di quest’anno sarebbe stato sviluppato adeguatamente da tutti – spiega Boldo -, il contract è infatti un ambito molto difficile da trattare, soprattutto per un designer e per lo studio che questo si trova ad affrontare. Visti i risultati, ci siamo però dovuti ricredere e non possiamo che complimentarci con tutti, in particolare con il vincitore».Parlando dei risultati del mini-contest indetto su Facebook per decretare la menzione d’onore conclude con il medesimo entusiasmo con cui ha esordito: «Siamo molto contenti anche della decisione di far scegliere agli utenti Facebook la menzione d’onore. Il riscontro ricevuto, l’interazione del pubblico, in termini di “Like” e commenti, ci hanno subito dato conferma di aver preso la giusta decisione».

Sull’onda di questa sempre maggiore interattività, quest’anno Infiniti ha scelto di presentare i risultati del De-Contest con due video che mostrano tutti i protagonisti di  quest’avventura.

  • Michele Leone

    Ma l’Infiniti dove la vede l’innovazione e l’ergonomicità se la sedia è una semplice reinterpretazione di una seduta già esistente (quindi non originale) e se il tavolo si ribalta non appena qualcuno si appoggia sopra? Poi come fa ad essere pratico il tavolo se il piede è fatto di ghisa (e in questo modo non rispetta i criteri di ecosostenibilità)? Semplicemente ridicola l’Infiniti, non me lo sarei aspettato da un’azienda del genere, meritava di vincere Cofwe.