LABORATORIO PERMANENTE x SPACES MILANO: la business community di Porta Nuova 21

Pubblicato il 3 giugno 2017 Di

Il progetto di Spaces Milano investiga modalità e usi innovativi degli spazi attraverso un’analisi precisa e sensibile del contesto entro cui si inserisce. Spaces occupa circa 4.000 mq di un edificio civile, tipico della tradizione edilizia del secondo dopo guerra milanese che si affaccia sui Bastioni e si rivolge verso Piazza XXV Aprile, nuova centralità della città su cui insistono alcuni dei più interessanti esempi di rigenerazione urbana.


Spaces crea un ambiente comunitario, per offrire occasioni di confronto, facilitare network e sinergie. Progettare questo ecosistema è come progettare una piccola città o una grande dimora collettiva. Ogni luogo aggregante è uno spazio utile per la community che ha come filosofia quella di favorire molteplici occasioni di scambio, da quelle più formali a quelle più informali e spontanee. Anche un angolo nascosto, se ben progettato, può trasformarsi in un ottimo luogo di lavoro, di incontro inaspettato e convivialità.


L’innovazione del progetto Spaces Milano sta nell’aver conciliato il modello informale di questi luoghi al rigore estetico della città, dei suoi palazzi, dei suoi ingressi, concentrandosi sulle potenzialità di uno spazio flessibile e innovativo e contemporaneamente sulla qualità dei materiali e dei dettagli che lo compongono.


Il progetto si discosta da una prima generazione di coworking che, enfatizzando esclusivamente l’immagine informale e giocosa degli spazi, si costruivano come unica alternativa alla dimensione eccessivamente corporate dei progetti per uffici dell’international style. Spaces Milano cerca di superare questa dicotomia e di mettere a frutto le potenzialità di entrambe queste dimensioni. Gli spazi comuni, seppur organizzati secondo principi che favoriscano il più possibile forme di socialità, sono stati concepiti con un rigore estetico e un’attenzione alla qualità dei materiali e dei dettagli più assimilabile al progetto di un interno privato piuttosto che a quello di un ambiente collettivo.

 


Gli arredi in noce americano disegnati su misura, i mobili del grande design italiano e nordico, la selezione di tessuti dai colori tenui e allo stesso tempo caldi, sono disposti all’interno del piano rialzato in un ambiente essenziale e rigoroso fatto di superfici in cemento e ceppo, materiali che rimandano alla tradizione razionalista milanese. La pietra degli ingressi milanesi è qui reinterpretata e ripensata per esaltare il rapporto con gli altri materiali e per trasformarsi da pavimentazione e rivestimento in vere e proprie architetture d’arredo.


Al piano rialzato è stata inoltre posta grande attenzione alla progettazione dei sistemi di illuminazione, che visti dal livello della strada si caratterizzano come vere e proprie architetture iridescenti, tappeti galleggianti che illuminano la notte milanese.
I colori ed i materiali degli arredi definiscono in maniera sottile il carattere di ogni spazio: dai colori carichi e accesi delle zone di servizio dell’ingresso al legno caldo della caffetteria, dalla palette tenue della working area e dei suoi booths ai colori neutri della quiet area.


I piani degli uffici sono stati sviluppati con un sistema di pannellature vetrate bordato da sottili profili in ferro nero che contrappongono la loro fredda e astratta materialità al legno di rovere, materiale caldo e domestico, utilizzato per tutti i pavimenti compresi quelli di distribuzione. A soffitto lungo i corridoi, un sistema di lampade lineari posate in diagonale si sostituisce ai controsoffitti ed enfatizza il senso di movimento.

 


Nel piano interrato una sequenza di sale meeting, grazie all’utilizzo di pannelli scorrevoli, si trasforma agilmente in un unico grande spazio per eventi. Sulla copertura la terrazza, pavimentata con assi di legno e protetta da un’esile struttura in di ferro tubolare, è concepita come un vero e proprio salotto, aperto sullo skyline di una città in costante trasformazione.