‘Landscape Rooms: un giardino tra luce e suono’

Pubblicato il 9 ottobre 2015 Di

I Maestri del Paesaggio, manifestazione dedicata alla landscape architecture, al green e al paesaggio, per la sua quinta edizione ha trasformato Città Alta di Bergamo, in un ritrovo di cultura e di confronto che terrà aperti i suoi cancelli al pubblico fino al 20 settembre. All’interno la kermesse, organizzata da Arketipos e dal Comune di Bergamo, ha preso il via ‘Landscape Rooms: un Giardino tra Luce e Suono’, ‘pittorico’ progetto ideato da Catellani & Smith e Architettura Sonora, che vede coinvolto Yuval Avital, artista multidisciplinare israeliano, che per l’occasione ha composto un’opera elettronica dal forte valore artistico, creata straordinariamente per l’occasione. Nella storica location dei giardini di Casa Tresoldi, piccolo gioiello verde affacciato su via Colleoni, collegamento tra Piazza Vecchia e Piazza Mascheroni, è stato creato così un allestimento sensoriale in vibrante bilico tra design, arte e tecnologia. Un percorso introspettivo nel verde, raccolto e intimo, che al calar del sole, quando il giardino si ‘risveglia’, mostra con tutta la sua misteriosa forza, il potere che hanno luce e suono di plasmare e modellare il paesaggio e lo spazio in generale. Nascoste nel fogliame, camuffate nei bossi, al centro di piccole zone di torba o ai piedi di alberi secolari, le fonti di luce e suono si inseriscono con discrezione nell’ambiente, come se dallo stesso fossero state generate.

Un albero di luce, in particolare, reinterpretazione di un prodotto che Enzo Catellani disegnò nel 2005, si pone aldilà dello scorrere del tempo e incanta con preziosi ‘frutti di luce’ in vetro, in contrasto con una struttura in verderame invecchiato naturalmente. Accanto alle creazioni di Enzo Catellani troviamo poi, modellati come piccole sculture, i moduli di Architettura Sonora, che diffondono l’opera elettronica creata da Yuval Avital, e contribuiscono a dare vita a un’atmosfera speciale. Alcuni ‘oggetti’, infine, celano nella loro struttura sofisticati sistemi di diffusione, incantando per le loro qualità contemporaneamente luminose e sonore. La scoperta di un giardino antico e magico, un viaggio di una delicatezza e fragilità commoventi, in un ambiente quasi nipponico per tipologia di armonia tra ‘presenza umana e naturale’. Un magnifico esempio di equilibrio, ma soprattutto di come la natura, la luce e il suono siano non solo compatibili, ma anche in grado di valorizzarsi a vicenda, rendendo più emozionante e mutevole la percezione del paesaggio stesso: un tema che vive nella traccia segnata quest’anno da I Maestri del Paesaggio, incentrato sul ‘Feeding Landscape’, ma che fa da precursore per l’anno prossimo, con il ‘Wild Landscape’.