L’architettura di Javier Corvalan a Cersaie

Pubblicato il 24 settembre 2014 Di

L’architettura di Javier Corvalan è stata protagonista della mattinata di oggi alla Galleria dell’Architettura con un incontro fra l’architetto paraguiano introdotto da Francesco Dal Co, direttore di Casabella, architetto e professore di Storia dell’architettura allo IUAV di Venezia.

“La storia – ha introdotto Francesco Dal Co – ci dirà che Corvalan è uno dei migliori architetti di questo periodo, perché con i suoi progetti è riuscito ad innovare il mestiere dell’architetto, facendo passare per semplici i concetti di peso e di statica con i quali lavora e scherza molto. Nei suoi progetti, Corvalan realizza un concetto che anche solo viaggiando in Sudamerica si nota molto, quello di sprezzatura, che è la chiave dell’eleganza. Si tratta del non dare evidenza alle cose, non cercare cose troppo raffinate, non volere mostrare troppo e mantenere nei confronti dell’ambiente circostante e di tutto ciò che utilizziamo un enorme rispetto. Nel mondo di oggi è un concetto che abbiamo abbandonato, ma l’uso appropriato di questo concetto, attento all’economia, all’ambiente e alle cose che ci circondano, è una delle chiavi dell’essere architetti, e bravi, in Sudamerica oggi”.

Javier Corvalan ha poi preso la parola e illustrato i progetti che lo hanno maggiormente contraddistinto, dal padiglione del Paraguay alla Biennale di Venezia fino all’APG Golf Club di Luque e alla Casa Hamaca. Tra le caratteristiche dei suoi progetti vi è il budget ridotto e l’utilizzo di materiale riciclato per la costruzione ed esempio di questo è la Capilla del Cerrito di Asuncion. Il 50% della cappella è appunto fatto con elementi di scarto trovati nell’ambiente circostante e utilizzati per consolidare il cemento armato.

“L’architettura che propongo – ha spiegato Javier Corvalan – cerca sempre di rimanere in linea con quello che è il mio Paese e per questo motivo molto spesso nei miei progetti ho cercato di unire e fondere insieme la nostra cultura, che da nomade è diventata sedentaria, e mi sono lasciato ispirare da alcuni elementi tipici come l’amaca. Da qui appunto deriva la Casa Hamaca che interpreta e affronta in modo originale il tema della stabilità strutturale”.

Fra i suoi progetti più famosi, Corvalan ha poi presentato quello della Caja Obscura, realizzata per la regista Paz Encina, autrice del film Hamaca paraguaya vincitore del Premio Fipresci nella categoria Un certain regard del Festival di Cannes 2006. “La costruzione di questa casa ispirata al modello della Casa Hamaca, pone la questione della luce al centro della riflessione architettonica. Siamo arrivati a concepire una struttura che ricorda appunto una camera oscura grazie all’effetto prodotto da un piccolo foro sulla parete, attraverso il quale passa l’immagine di ciò che esiste all’esterno e che in tal modo viene proiettato all’interno sulle pareti della casa”.