Margraf main sponsor di “Dialogic Drawing Experience” di Andrea Bianconi MSK Museum of Fine Arts – Gent – Belgio

Pubblicato il 10 agosto 2014 Di

 

Margraf, ormai sinonimo di eccellenza del “made in Italy” nel mondo e parte integrante, da più di 100 anni, della storia dell’architettura, è main sponsor della mostra internazionale “Dialogic Drawing Experience” (20 giugno – 12 ottobre, MSK Museum of Fine Arts, Gent, Belgio), dell’artista “newyorkese”, di origini vicentine, Andrea Bianconi.

All’avanguardia per l’eccellenza dei prodotti, dei materiali proposti e per la ricerca di un design sempre attuale, Margraf ha iniziato a Marmomacc 2013 a sostenere la creatività italiana di giovani artisti e designer emergenti con una serie di iniziative “fuori dagli schemi”.

Dalla collaborazione con Andrea Bianconi è nato Marble Crash Test (2013), in cui il protagonista è il Fior di Pesco Carnico Margraf. Un’installazione/performance unica nel suo genere che esalta tutte le caratteristiche di questo materiale naturale: durezza, modernità, forza, resistenza e durata.

Oggi, l’Azienda sostiene una nuova “sfida” di questo eclettico artista 40enne, divenuto famoso in tutto il mondo per le sue performance/installazioni a Mosca, Shangai, alla Biennale di Venezia, a Valencia, Basilea, Sydney, New York, Washington e Emirati Arabi.

La mostra “Dialogic Drawing Experience” stabilisce un legame tra il passato e il presente. “Presento un’installazione formata da 50 gabbie aperte – racconta Andrea Bianconi – tre wall drawings monumentali in un’intera sala, e poi altri dipinti murali sul soffitto e sulle pareti di entrata del Museo. Realizzerò anche un enorme installazione formata da sedie e divani, comodini e arredi vari, che gli abitanti di Gent presteranno e che poi, dopo il “bagno artistico”, torneranno nelle loro dimore. Ringrazio Margraf per aver creduto nel mio progetto artistico e per il supporto offertomi”.

L’installazione cerca di approfondire il dialogo con lo spazio. Le gabbie sono aperte o agganciate ad uno specchio, come spazi che proteggono e non imprigionano. Una delle opere si intitola “Trap of cloud” (“trappole per nuvole”): le gabbie cercano di imprigionare l’impossibile (le nuvole) e alla fine rimangono “contenitori di silenzio”.

Per settimane, Andrea Bianconi, insieme a Ricardo Lanzarini (Uruguay) e Mark Licari (USA) hanno lavorato nella sala d’ingresso, al piano terra e nel forum, per creare scene dinamiche direttamente sulle superfici delle pareti precedentemente inutilizzate. Il disegno è uno dei medium più personali, una collaborazione che è diventata una vera sfida.