OIKOS PORTE BLINDATE. Ad aprile ottocento architetti e progettisti internazionali a Venezia per respirare cultura artigiana e “arsenalità”

Pubblicato il 8 aprile 2014 Di

In ottocento e più atterreranno a Venezia dal 7 all’11 aprile prossimo. Un vero esercito di architetti, progettisti e specialisti internazionali del settore arredo si alternerà per cinque giorni tra Venezia città storica e Gruaro, sede operativa del produttore di blindate Oikos.

Imponente l’organizzazione come altissima è l’aspettativa di questo appuntamento in grande stile curato nei dettagli per parlare di azienda, sì, ma anche di radici, di radici antiche legate alla Serenissima Repubblica e ai suoi efficientissimi metodi produttivi.

Oikos come Venezia. Oikos, azienda artigiana che da più di 20 anni si prodiga per realizzare un “su misura” artigianale su scala industriale, e Venezia, inconsapevole embrione del moderno concetto di fabbrica che tanto vantaggio economico, militare e sociale portò alla società di allora. Oikos è da sempre legata a Venezia, facendone nel tempo il suo baluardo e la sua musa ispiratrice. Ma si scopre ora che il suo dichiarato legame con la territorialità ha radici ben più profonde, inconsapevoli e imprescindibili: l’azienda di porte blindate è visceralmente legata all’Arsenale di Venezia, prezioso quanto perfetto esempio di catena di montaggio, assemblaggio e standardizzazione dei componenti. Ne è talmente legata da creare e riconoscersi in un neologismo, il termine “ARSENALITA’,  un concetto che abbraccia il senso di artigianalità e industria.

Molteplici sono le affinità che emergono con l’antico Arsenale di Venezia, a partire dalle capacità artigianali sapientemente espresse dalle mani di maestranze specializzate. Analoga anche l’organizzazione industriale scandita da processi sistematici: approvvigionamento di materie prime, operazioni di assemblaggio, divisione in reparti e non ultimo un controllo attento di qualità. Tutti passaggi e operazioni che permettono di ottenere, allora come oggi, prodotti totalmente realizzati all’interno dell’azienda.

Concretamente è proprio l’estrema capacità di personalizzazione di Oikos che comporta una

lavorazione completamente internalizzata del prodotto. Il processo “su misura” richiede infatti un controllo diretto sui processi produttivi e uno sforzo, un’abilità manuale tale da far si che ogni creazione sia al contempo unica, esclusiva, non riproducibile ma altrettanto precisa e puntuale perché figlia di logiche e principi che solo l’industria riconosce come propri. Ecco quindi “l’Arsenalità”, un termine, una storia, un senso che fanno dell’operosità, della manualità e dell’industria l’essenza stessa dell’essere Oikos.

Non è a caso dunque che Oikos inizi proprio da lì, da quel prezioso esempio di preistoria industriale, il tour alla scoperta di sé e della sua città Natale, onnipresente nella sua storia fatta di costante ricerca dell’eccellenza di prodotto attraverso artigianalità e innovazione.

Oikos invita la crème de la crème dell’architettura internazionale per dimostrare che sì, l’industria nasce a Venezia, ma anche che veneziano è il sapere artigiano “organizzato”. Oikos mostrerà orgogliosa con una visita esclusiva lo storico Arsenale di Venezia e con pari orgoglio guiderà gli ospiti nel suo deposito di ricerca e mestiere, a Gruaro, a una manciata di chilometri da lì. Novemila metri quadri di stabilimento produttivo coerentemente organizzato per ridurre i tempi di produzione senza nulla togliere alla componente artigiana e alla qualità di prodotto. Una sequenza di reparti capillarmente organizzati pronti a sostenere il giudizio degli addetti ai lavori ospiti. Lavorazione delle lamiere, saldatura, assemblaggio telai, verniciatura e ancora falegnameria, imballaggio, depositi, magazzini… tutto a vista e tutto rigorosamente organizzato con settori altamente automatizzati per rispettare l’obiettivo: continuare a realizzare un prodotto artigianale attraverso un’organizzazione produttiva industriale.

Tutto questo tra Venezia e Gruaro, dal 7 all’11 aprile, per legare indelebilmente la storia di un’azienda con quella della sua città.