Professioni, come si diventa interior designer

Pubblicato il 22 dicembre 2015 Di

L’interior designer è un professionista che si occupa della progettazione e dell’arredo degli ambienti interni. La sua finalità è quella di trovare un equilibrio tra i diversi elementi, affrontando e risolvendo alcune problematiche quali la luminosità dell’ambiente, il dimensionamento degli spazi, l’integrazione tra interno e esterno, gli spazi di passaggio e la funzionalità dell’arredo. Tutto questo, con un occhio alla moda e all’evoluzione degli stili, oltre che ai gusti e alle esigenze personali del cliente.

Ma qual è il percorso più adatto a formare un interior designer? Se si hanno le idee chiare fin da piccoli, è bene scegliere una scuola superiore che stimoli la creatività, aiutando a sviluppare e a coltivare il naturale senso estetico, come il liceo artistico, l’accademia o l’istituto d’arte. Dopo il diploma, un percorso possibile è quello universitario: la facoltà di architettura prevede, di solito, un corso di studi in design o in architettura di interni.
Un percorso altrettanto valido è costituito dai corsi per interior designer, come quello dell’Istituto Marangoni, che mira a perfezionare il senso estetico e le abilità decorative degli studenti. Si tratta di un percorso didattico distribuito in tre settimane, durante il quale lo studente impara ad analizzare le tendenze e a progettare gli spazi di design. I corsi di design possono essere frequentati in alternativa all’università, o successivamente a questa, per approfondire alcune tematiche.

Tra le competenze che deve possedere un interior designer c’è un’ottima dimestichezza con l’informatica, e soprattutto la conoscenza di software di grafica come Adobe Photoshop, Illustrator, Flash, Autocad 2D e 3D. È necessaria anche una buona conoscenza della lingua inglese.
Al di là delle competenze tecniche, il requisito di base resta la creatività. È necessario possedere un buon senso estetico, poiché spesso è proprio la capacità di creare equilibri tra gli spazi, le luci e i colori a fare la differenza tra successo e mediocrità.
Dopo gli studi, è consigliabile svolgere un tirocinio presso uno studio, un’azienda o un negozio del settore, per affinare e imparare a mettere in pratica le competenze acquisite.

Le conoscenze tecniche acquisite durante il proprio percorso formativo, costituito dal periodo di studi e dallo stage, verranno messe a disposizione del cliente. L’interior designer si potrà occupare sia della ristrutturazione degli spazi interni ed esterni, che della creazione di mobili, soprammobili, oggetti e accessori con cui decorare l’ambiente. L’interior designer, di solito, svolge il suo lavoro da libero professionista, e come tale deve aprire la partita IVA. Di solito, lavora all’interno o collabora con studi di architettura o di design, aziende che si occupano di complementi di arredo, agenzie che si occupano di allestimenti o agenzie immobiliari. Può anche essere assunto come dipendente, in tal caso la partita IVA non è necessaria.