Tracy di Billiani per Fukurou lo stile italiano incontra la tradizione giapponese

Pubblicato il 5 maggio 2015 Di

L’incontro tra l’ex campione di Superbike Noriyuki Haga e il grande chef Ninomiya Yoshikazu, la decisione di creare un angolo di autentica tradizione giapponese a Milano, l’appoggio dello Studio Takeda e la sua ricerca stilistica che l’ha portato a scegliere le sedute Billiani quale parte integrante di un progetto profondo.

Fukurou è un sogno giapponese divenuto realtà, la rappresentazione gioiosa di un progetto che ha preso forma. Fukurou significa letteralmente gufo, ma se scomposto va a significare “ingabbiare la felicità”. Ecco allora spiegata la presenza evocativa di gufi all’interno del locale, ritratti in volo nei quadri di Takako Takeda, in mostra sulle pareti della sala. La simbologia della gabbia è, invece, rappresentata da ariosi separé formati da un rigoroso intreccio di “rami”, all’interno dei quali è possibile gustare il meglio della tradizione culinaria nipponica. A richiamare lo stesso tema, lo Studio Takeda ha chiamato gli sgabelli e le sedie Tracy di Billiani, in faggio, le cui gambe offrono, secondo l’architetto, un continuo richiamo al tema naturale dell’albero, della foresta e allo stesso tempo della gabbia. Disegnata da Emilio Nanni per Billiani, Tracy è memoria rivisitata e contemporaneità. Una collezione caratterizzata da un dimensionamento esatto che ridisegna in chiave contemporanea la classica sedia a “pioli”.