VINCE ANCORA SNAIDERO IL “GOOD DESIGN AWARD” 2014

Pubblicato il 18 dicembre 2014 Di

La cucina Elle di Snaidero, design Monica Armani, si aggiudica il Good Design Award 2014, il prestigioso riconoscimento del Chicago Atheneaum Museum of Architecture. Per Snaidero è l’undicesima volta.
Istituito nel 1950 e organizzato dall’Ateneo di Chicago, Museo di Architettura, Design e Arte Metropolitana, il GOOD DESIGN AWARD è il più storico e prestigioso riconoscimento internazionale esistente che premia designer e produttori per l’ideazione di concetti innovativi e originali capaci di andare oltre gli standard di prodotto e di design.
Quest’anno la cucina Elle, disegnata da Monica Armani per Snaidero e presentata all’ultima edizione del Salone del Mobile di Milano, ha vinto il Good Design Award: un risultato importante, soprattutto perché conseguito per l’undicesima volta, a conferma di un’abilità storica del marchio nel fondere originalità e creatività, cultura artigianale e avanguardia industriale.

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Elle rappresenta un progetto improntato su un lavoro di pulizia che la designer definisce un “equazione del dettaglio”. Un progetto dall’inconfondibile cura dei dettagli, un lavoro tra proporzioni e sequenze di piani che rivisita in modo originale l’oggetto cucina.
Protagonista di Elle è il sistema di profili in alluminio, verniciati con una finitura materica, che reinventano il concetto di gola per l’apertura dei vani e dei cassetti. Le ante aggettanti rispetto ai piani top rendono la gola più funzionale e facile da pulire e caratterizzano Elle in modo
inconfondibile. Dettagli inconfondibili, tecnologici, in un perfetto equilibrio per un vero timeless.
Un progetto di disegno prima che di maniera, reso possibile dalla sintesi di dettagli di grande artigianalità progettuale, combinata ad una forte esperienza industriale.“Siamo orgogliosi di questo nuovo riconoscimento internazionale” commenta Edi Snaidero,
Presidente del Gruppo “Per noi rappresenta un’ulteriore conferma che la strada della ricerca e dell’innovazione di prodotto, attraverso la valorizzazione del genius loci e del pensare italiano da un lato e delle competenze manifatturiere dall’altro, siano gli asset vincenti per difendere le peculiarità del Made in Italy e distinguersi con una strategia chiara e capace di guardare al futuro”.