Zanotta 60anni a Interieur

Pubblicato il 12 ottobre 2014 Di

La 24esima edizione della Fiera di Interieur dimostra la capacità di riunire i produttori di qualità mettendoli a confronto con nuove visioni. Il titolo di quest’anno, voluto dal commissario culturale Joseph Grima, è “The home does not exist”, a signicare che oggi tutto è da reinventare e che gli stimoli più interessanti arrivano dall’interazione sociale e dalla tecnologia. Nell’Interieur Cultural Space del Padiglione del design contemporaneo della Biennale di Kortrijk, Zanotta presenta al pubblico un allestimento a sorpresa, come spiega il progettista Fabrizio Bertero dello Studio Bertero Panto Marzoli: «Un omaggio al percorso di Zanotta attraverso sei decenni e alla città di Milano, che è il cuore di un distretto dove pulsano design e industria e che presto accoglie Expo 2015. Per festeggiare il 60esimo anniversario, abbiamo ideato un palcoscenico, dove le quinte sceniche sono scorci suggestivi del paesaggio urbano e architettonico del capoluogo lombardo (culla del design), lungo 60 anni. Davanti alle grandi immagini di una Milano che cambia, alcune delle icone e dei nuovi pezzi del catalogo
Zanotta ne seguono l’iter socio-culturale e fanno da contrappunto al passare degli anni e degli stili di vita. Per l’occasione, sono stati estratti dal vasto magazzino di Zanotta alcuni pezzi non più in produzione, che fanno parte dell’archivio storico dell’azienda». Ecco che subito dopo tre evergreen anni ’50 come Sgabillo di Max Bill e Sella con Mezzadro dei fratelli Castiglioni, ci si trova davanti a una gigantografia in bianco e nero del Pirellone di Gio Ponti (in una foto di René Burri per Magnum del 1960), con alcuni pezzi “forti” di Zanotta di quegli anni: la seduta Sacco di Gatti-Paolini-Teodoro, il sedile Allunaggio dei Castiglioni, la sedia April di Gae Aulenti, una poltrona Throw-Away di Willie Landels. E la
poltroncina In, ora fuori produzione, dove Angelo Mangiarotti già nel 1969 spingeva all’estremo l’uso del poliuretano “integrale”. Si prosegue per il decennio dei ’70 con l’immagine di una manifestazione del reporter Meloni del Corriere della Sera (1970) e con Palazzo Mondadori, in uno scatto di Ferdinando Scianna (Magnum), che fa da sfondo a Birillo (Joe Colombo), Servomuto (A.Castiglioni), Sciangai (De Pas-D’Urbino-Lomazzi) e Quaderna (Superstudio). Una fotograa sempre di Scianna con la torre Velasca del 1984, accompagna una sedia Tonietta di Enzo Mari, una libreria Joy di A.Castiglioni e un divano Onda dei De Pas-D’Urbino-Lomazzi, cui si unisce un portavasi Albero di A.Castiglioni (fuori catalogo). Fa da quinta architettonica per il design anni ’90 l’uscita della metropolitana milanese ritratta da Marco Pesaresi di Contrasto, con la sedia Lia di Roberto Barbieri, la cassettiera Genesio di Alik Cavaliere (Zanotta Edizioni) e una chaise longue Soft di Werner Aisslinger, tra le prime sedute a impiegare il TechnoGel (fuori produzione). Per rappresentare il mood dei Duemila i curatori hanno scelto un’immagine della Fiera di Rho che incornicia i pezzi Veryround (seduta di Louise Campbell), Lama (poltrona di Ludovica+Roberto Palomba), Tod (tavolino di Todd Bracher) e Globulo, il pouf non più in catalogo ideato da Bertero e Panto. Ultimo scenario è quello del presente, dove uno dei nuovi grattacieli delle ex-Varesine è in compagnia di alcune delle new entry Zanotta: la sedia Ella di Damian Williamson, la Eva di Ora Ito, il tavolino Ink di Emilio Nanni e l’Emil di Frank Rettenbacher. In contemporanea con la mostra, le novità Zanotta 2014 lanciate lo scorso aprile al Salone del mobile di Milano sono presentate sempre nel Padiglione del design contemporaneo nello stand dell’azienda, dove i nuovi mobili e complementi si accompagnano alle collezioni storiche di successo, denendo una libertà progettuale senza tempo (dal 17 al 26 ottobre 2014, pad.1, hall 4 e hall 1 – stand 116).