Carlo Mollino – 1 Parte

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Decisamente una personalità eclettica Carlo Mollino, un personaggio di spicco nel panorama del design e dell’architettura italiana della prima metà del ‘900. Ma non solo, questi due settori sono stati al centro degli interessi dell’architetto torinese, che è stato  anche fotografo, grafico, ingegnere e scenografo nonché appassionato di aeronautica, e in ogni campo ha saputo lasciare un contributo importante per le generazioni future. Come ad esempio nel campo della fotografia tanto che si dice, con i suoi scatti abbia influenzato Helmut Newton.

Carlo Mollino (fonte: http://altheomagazine.blogspot.it/ )

Carlo Mollino (fonte: http://altheomagazine.blogspot.it/ )

Carlo Mollino nasce a Torino nel Maggio del 1965 da  padre ingegnere, si forma presso il Collegio San Giuseppe e nel 1925 si iscrive alla facoltà di Ingegneria. L’anno successivo, nel 1926, si trasferì alla Regia Scuola Superiore di Architettura dell’Accademia Albertina di Torino,( divenuta  in seguito facoltà di Architettura del Politecnico di Torino), dove si laureò nel luglio del 1931. Uno dei suoi primi lavori è il progettò per la casa vacanza a Forte dei Marmi del 1930, che fece quando non ancora laureato. Questo primo lavoro ricevette il premio “G. Pistono” per l’Architettura.

Ritratto di Carlo Mollino (fonte: www.design-museum.de )

Ritratto di Carlo Mollino (fonte: www.design-museum.de )

Tra il 1933 e il 1948, inizio a lavorare nello studio del padre, ed è in quel periodo partecipò a numerosi concorsi. Molti i premi vinti in quel periodo: il primo premio al concorso per la sede della Federazione agricoltori di Cuneo, il primo premio al concorso per la Casa del Fascio di Voghera e, in collaborazione con lo scultore Umberto Mastroianni, il primo premio al concorso per il Monumento ai Caduti per la Libertà di Torino (noto anche come Monumento al Partigiano), che venne collocato nel Campo della Gloria del cimitero Generale di Torino.

Sempre nel campo dell’architettura tra il 1936 e il 1939 realizzò, con l’ingegner Vittorio Baudi di Selve, quello che è considerato il suo capolavoro: l‘edificio della Società Ippica Torinese, costruito a Torino in corso Dante e demolito nel 1960. Un’opera che rompendo i dettami del razionalismo che si ispirava alle architetture di Alvar Aalto ed Erich Mendelsohn.

fonte:www.societaippicatorinese.it

fonte:www.societaippicatorinese.it

Tra le altre opere: la stazione di arrivo della funivia del Furggen e la Slittovia del lago Nero presso Sauze d’Oulx, lo chalet venne  realizzato fra il 1946 ed il 1947 e l’Auditorium della Rai in via Rossini a Torino del 1952. Attivo anche in altri aspetti della professione nel 1948 pubblico i volumi Architettura, arte e tecnica, nel 1953 vinse il concorso a professore ordinario e ottenne la cattedra di Composizione architettonica, che conservò fino alla morte, inoltre fu attivo membro del Comitato organizzativo della XI Triennale di Milano del 1957.

Progetti di Chalet di Carlo Mollino (fonte: dzinestore.com )

Progetti di Chalet di Carlo Mollino (fonte: dzinestore.com )

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Ma Carlo Mollino fu anche designer ma solo negli anni quaranta, iniziò l’attività di progettista di interni e di designer. Le sue opere originali sono ricercate opere da collezionisti. Mobili progettati da Mollino come veri e propri prototipi, sviluppati come pezzi unici attraverso l’uso di tecniche e materiali innovativi.

La sua figura unisce, sotto il segno dell’inventiva pura, le competenze del progettista con quelle dell’artigiano.  Una figura che per certi aspetti potrebbe collegarsi alle figure contemporanee dei maker e dei designer auto-prodotti.