In occasione della Milano Design Week 2026, Nerosicilia porta al Salone del Mobile.Milano (padiglione 24, stand D35) un progetto che trasforma la materia in racconto. Protagonista è la pietra lavica dell’Etna, reinterpretata come elemento generativo di uno spazio immersivo dove design, natura e sperimentazione si incontrano.

L’allestimento, firmato dal designer Leonardo Talarico, si configura come un ambiente narrativo capace di restituire la forza primordiale della materia e il suo processo di trasformazione. Lo stand si sviluppa in due aree complementari, pensate per guidare il visitatore in un percorso esperienziale.
Un paesaggio simbolico tra materia e progetto
La prima area si presenta come un white cube essenziale, in cui il bianco ottico dell’architettura dialoga per contrasto con il nero profondo della pietra lavica. Al centro dello spazio, un grande vuoto circolare richiama la forma di un vulcano: un cratere composto da ciottoli di lava diventa fulcro scenografico e simbolico dell’intero progetto.


È da questo nucleo primordiale che emergono i coffee e dining table della collezione 1669, disegnata da BIG – Bjarke Ingels Group e guidata da Bjarke Ingels. Gli arredi sembrano affiorare direttamente dalla roccia, come presenze monolitiche sospese tra natura e artificio.
l nome della collezione richiama la storica eruzione dell’Etna del 1669 e nasce da una ricerca sulla trasformazione della pietra lavica attraverso il solo utilizzo delle sue proprietà fisiche e del calore. Nessun collante o elemento esterno: la materia viene lavorata sfruttando esclusivamente la potenza del fuoco.


Durante la sperimentazione, un fenomeno inaspettato ha guidato il progetto: sottoposta a temperature estreme, la pietra torna a uno stato fluido, perdendo la propria rigidità per assumere forme nuove e imprevedibili. Da qui nasce il concept formale della collezione, caratterizzata da un top fuso direttamente su un cilindro cavo che funge da base.
In occasione della design week, la serie si amplia introducendo nuove geometrie — quadrate e rettangolari — che si affiancano ai top circolari, estendendo le possibilità compositive.

Il percorso espositivo invita i visitatori a muoversi attorno al cratere, osservando gli oggetti da diverse prospettive e cogliendo il dialogo continuo tra forma, materia e spazio. Alle spalle dell’installazione, un totem verticale proietta immagini dell’Etna in attività, rafforzando il legame tra origine naturale e gesto progettuale.

Come racconta Leonardo Talarico, lo spazio è pensato come “un paesaggio simbolico in cui la materia riemerge dal suo stato primordiale”, una dimensione sospesa dove gli oggetti si manifestano come elementi quasi archetipici.
La materia come sistema
La seconda area dello stand si apre invece a una dimensione più esplorativa, configurandosi come una vera e propria materioteca. Qui il racconto si amplia grazie alle nuove acquisizioni del gruppo: Domenico Mori, storica manifattura marchigiana specializzata in cotti e superfici ceramiche, e Marmi Santa Caterina, realtà veneta attiva nella lavorazione di marmi e pietre naturali.


Queste collaborazioni arricchiscono il know-how produttivo di Nerosicilia, introducendo nuove superfici e finiture che dialogano con l’intero universo materico dell’azienda. Lungo le pareti perimetrali, una fascia orizzontale continua mette in relazione texture e cromie differenti, costruendo un racconto visivo unitario in cui i materiali diventano parte di un unico paesaggio.
Oltre lo stand: un racconto diffuso
La presenza di Nerosicilia alla design week milanese si estende anche oltre il Salone. L’azienda partecipa infatti al progetto Sensory Landscape, promosso da Elle Decor Italia presso Palazzo Bovara, con un exhibition e interior design firmato da Piero Lissoni.
Qui, una selezione di superfici materiche realizzate a partire dalla pietra lavica racconta il valore espressivo della materia e il suo legame profondo con il paesaggio vulcanico.

Il percorso prosegue infine nello showroom di via Solferino 18, dove è possibile scoprire dal vivo le novità del gruppo e l’evoluzione della ricerca di Nerosicilia.
Con questo progetto, Nerosicilia costruisce un racconto coerente e immersivo, in cui la pietra lavica non è solo materiale, ma origine e linguaggio.