MORELATO alla Biennale di Venezia 2013

Pubblicato il 29 maggio 2013 Di

MORELATO insieme alla FONDAZIONE ALDO MORELATO sostiene la partecipazione dell’artista Michele Manzini alla mostra “Personal Structures”, Evento collaterale della 55esima Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia, dal 1 giugno al 24 novembre 2013 presso il prestigioso Palazzo Bembo nelle vicinanze del ponte di Rialto sul Canal Grande.
“Personal Structures” combina artisti affermati e meno conosciuti provenienti da ogni parte del mondo con comune dedizione per i temi di Tempo, Spazio ed Esistenza interpretati in modo diverso e curioso.
La mostra è curata da Francesca Crudo, Sarah Gold, Carol Rolla e Valeria Romagnini dell’organizzazione Global Art Affairs Foundation.
L’opera di Michele Manzini “L’errore e il disincanto” è un’installazione “site specific”, posizionata all’interno di una stanza di Palazzo Bembo. Si tratta di 4 sculture che riprendono ciascuna la forma di una sedia, prodotte dall’azienda MORELATO su indicazioni dell’artista. Ogni pezzo ha dimensioni “gigantesche” pari a 55 x 55 x h 250cm. Sono tutte interamente realizzate in legno di frassino e rivestite da una verniciatura protettiva trasparente.
Michele Manzini racconta così l’opera “L’errore e il disincanto”: “L’errore, lo sbaglio non predeterminato, lo sguardo sghembo che porta a un risultato inatteso, è una delle forze più potenti nell’evoluzione del sapere. Nell’arte l’accettazione dell’imperfezione e dell’errore assume un valore che, dall’ambito tecnico, trapassa in quello estetico e aprendo nuovi varchi sulle modalità di vedere il reale. Nel mondo organizzato dalle leggi ferree del concetto, dell’etica e della morale per poter aspirare ad un confronto con la verità è necessario entrare anche in quello spazio che gli uomini cercano di evitare: lo spazio dell’errore.
La nostra ragione ci mette continuamente in guardia dal rapporto con l’errore, ma è solo nell’errore che si può scoprire la verità nascosta dei nostri desideri e dell’immaginazione.” L’opera verrà poi donata al MAAM – Museo delle Arti Applicate nel Mobile – della Fondazione Aldo Morelato.