Open space: architettura e filosofia di pensiero

Pubblicato il 25 marzo 2013 Di

Con l’arrivo degli anni ’50 il mondo subì cambiamenti che toccarono ogni aspetto della vita dell’essere umano, anche il campo del lavoro.

Fino a quel momento gli uffici erano suddivisi in stanze, ognuna delle quali arredata con tutti i mobili del caso dalle scrivanie alle panche per sale d’attesa, separati da muri e da porte, ma dagli anni ’50 in poi questi muri furono abbattuti per lasciare posto al modello open space dei fratelli tedeschi Schnelle. I fratelli consulenti tedeschi diedero il via alle innumerevoli evoluzioni dei luoghi di lavoro. Nel 1964 fece comparsa sul campo Robert Propst che presentò il modello dell’Action Office, che fu poi seguito dall’idea dei moduli concepiti per non isolare il dipendente ma per mantenerlo in continua comunicazione con i piani alti dell’azienda.

L’idea dell’open space, cioè della condivisione di uno stesso spazio di lavoro, ha portato come tutte le cose riscontri positivi e negativi: approvato da alcuni ma non apprezzato dagli amanti della privacy.

I sostenitori dei contro argomentano la loro tesi con la struttura erronea degli open space che prevede un eccesso di rumore, i colleghi ficcanaso, la gestione dell’aria condizionata oppure del riscaldamento, tutte situazioni che creano un notevole problema di convivenza.

Di risposta ai contro, arrivano i pro dell’open space che sono tutti racchiusi nell’affermazione fatta dalla psicologa e architetto Elisabeth Pélegrin-Genel: “l’open space offre un enorme vantaggio, cioè quello di concedere a tutti lo stesso livello di informazione. Il lavoro che viene svolto dietro uno schermo non permette di vedere il vicino di fronte e di conseguenza crea una bolla privata”. Un altro elemento utilizzato per argomentare la positività di questa struttura aperta è l’accostamento dei capi ai propri dipendenti: grazie all’open space la distanza psicologica fra gli elementi di uno stesso team viene accorciata e quindi lo spirito di gruppo rafforzato e il proprio compito svolto al meglio.

L’arrivo del modello open space ha portato un grande sviluppo anche nel campo architettonico e dell’arredamento i quali si sono messi a sfornare idee sia sulle strutture di uffici, che seguono questo modello strutturale, e sia sull’arredamento che caratterizza gli uffici “spazi aperti” dalle sedie su misura prodotte da New Line Office agli impianti di riscaldamento, dalle scrivanie alle finestre.