Nel cuore del Foro Romano, tra le architetture monumentali della Basilica di Massenzio, l’antico incontra il contemporaneo attraverso un nuovo progetto firmato dallo studio internazionale Alvisi Kirimoto. In occasione della stagione estiva 2026 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, lo studio ha progettato un nuovo allestimento temporaneo pensato per accogliere concerti e performance all’interno di uno dei luoghi archeologici più suggestivi al mondo.


L’intervento rappresenta l’evoluzione naturale del più ampio progetto di riqualificazione e valorizzazione della Basilica di Massenzio commissionato dal Parco archeologico del Colosseo, sviluppato da Alvisi Kirimoto con l’obiettivo di restituire al monumento una nuova centralità culturale attraverso un’architettura capace di dialogare con la storia senza sovrapporsi ad essa.
Un’architettura temporanea in dialogo con il monumento
Il progetto nasce dalla volontà di ampliare le possibilità di fruizione della Basilica attraverso un linguaggio contemporaneo, essenziale e rispettoso del contesto archeologico. La nuova scenografia si innesta sul sistema architettonico già realizzato dallo studio, fondato sull’introduzione di una struttura polifunzionale capace di ridefinire il rapporto tra spazio storico, visitatori ed eventi culturali.

L’intervento originario, sviluppato dopo il restauro della navata, aveva introdotto una nuova infrastruttura culturale composta da un palco polifunzionale, dalla riqualificazione della pavimentazione esterna e da un sistema di totem informativi. Elemento centrale del progetto è il palco-piazza collocato nell’aula centrale della Basilica: uno spazio versatile e accessibile pensato come una nuova piazza contemporanea, capace di riconnettere le navate laterali e accogliere differenti forme di espressione culturale.
Proprio su questa struttura preesistente prende forma il nuovo allestimento estivo 2026, una scenografia leggera e calibrata che valorizza le potenzialità dello spazio senza modificarne la percezione monumentale.
Una scenografia per la grande musica
Il nuovo intervento si basa su un equilibrio tra minimo impatto e forte presenza visiva. I nuovi volumi, realizzati in compensato marino verniciato rosso, introducono un segno riconoscibile all’interno della Basilica, creando un dialogo cromatico e materico con la monumentalità del luogo.

Due forme avvolgenti definiscono lo spazio dell’aula e dell’abside, accogliendo orchestra e coro e restituendo centralità agli interpreti all’interno di una cornice architettonica unica. L’allestimento diventa così una scenografia progettata specificamente per il luogo, capace di accompagnare la musica senza competere con la forza dell’architettura romana.
Il nuovo assetto comprende una gradonata semicircolare destinata ad accogliere fino a 90 professori d’orchestra e un elemento circolare nell’abside per ospitare 80 artisti del coro. Una composizione spaziale armonica e funzionale, studiata per rispondere alle esigenze della grande musica sinfonica e valorizzare allo stesso tempo la percezione dello spazio storico.
Funzionalità e discrezione: il backstage nascosto
Accanto alla dimensione scenografica, il progetto affronta anche gli aspetti funzionali necessari alla realizzazione degli eventi. Un sistema di pareti avvolgenti integra diverse funzioni: parapetto, raccordo architettonico e dispositivo di protezione, mantenendo una continuità visiva con l’ambiente circostante.
Nelle aule laterali della Basilica vengono collocate in modo discreto tutte le funzioni di supporto al backstage, dai camerini alle aree di stoccaggio, garantendo la piena operatività dell’allestimento senza interferire con la visita del monumento.


Le quinte provvisorie, caratterizzate da tonalità coerenti con la palette cromatica della Basilica, scompaiono visivamente nello spazio, confermando l’approccio progettuale dello studio: aggiungere nuove possibilità senza alterare l’identità del luogo.
Un’infrastruttura culturale aperta al futuro
Il nuovo allestimento della Basilica di Massenzio conferma la capacità dell’architettura progettata da Alvisi Kirimoto di evolversi nel tempo e adattarsi a programmi culturali differenti. Non una struttura temporanea intesa come elemento estraneo, ma un dispositivo flessibile capace di accompagnare la vita contemporanea del monumento.
La Basilica di Massenzio diventa così uno spazio in cui tutela, valorizzazione e produzione culturale convivono in equilibrio. Un luogo dove la memoria dell’antico non viene cristallizzata, ma continua a generare nuove esperienze attraverso un dialogo continuo tra passato e presente.