In occasione della Milano Design Week 2026, Gupica firma An-tropico, un’installazione concepita per Besana Carpet Lab che costruisce un ambiente immersivo e sospeso, dove luce e materia si intrecciano in una narrazione sensoriale. Dal 20 al 26 aprile, negli spazi di via Cesare Correnti 14, nel distretto 5Vie, il progetto prende forma come un microcosmo contemporaneo, in bilico tra natura evocata e intervento umano.


Un tropico astratto, lontano dalla rappresentazione
Il riferimento all’immaginario esotico è il punto di partenza, ma viene subito rielaborato attraverso un linguaggio essenziale. In An-tropico il “tropico” non è mai descritto in modo diretto: è suggerito, filtrato, ridotto a segni, superfici e atmosfere.
L’ambiente si costruisce attraverso luce soffusa, materiali tattili e pattern astratti che richiamano una natura primordiale senza mai imitarla. È un paesaggio mentale più che fisico, in cui l’intervento progettuale si manifesta come gesto consapevole, capace di trasformare l’immaginario naturale in un sistema di relazioni spaziali.
Luce e materia come dispositivi narrativi
Due elementi guidano la composizione: la moquette Traccia, disegnata da Gupica per Besana Carpet Lab, e la collezione di lampade Bambù, autoprodotta dallo studio. Non semplici oggetti, ma veri e propri dispositivi che costruiscono lo spazio.


La superficie tessile diventa il piano su cui si deposita il racconto. Il disegno di Traccia rielabora il tema animalier attraverso un segno libero e pittorico, che abbandona ogni intento mimetico per trasformarsi in memoria visiva. Le forme non descrivono, ma evocano, seguendo l’andamento delle fibre e suggerendo un immaginario che richiama, in filigrana, alcune atmosfere degli anni Settanta.
Bambù: tra struttura e leggerezza
All’interno di questo scenario si inserisce la collezione di lampade Bambù, presentata in anteprima nella versione da terra. Il progetto combina elementi naturali e componenti tecniche: sottili canne di bambù sostengono i corpi illuminanti, mentre giunti metallici dichiarano apertamente la costruzione.
Questa tensione tra naturale e artificiale diventa parte integrante del linguaggio. La luce, diffusa dall’alto, è morbida e indiretta, contribuendo a definire un’atmosfera rarefatta, quasi sospesa, che amplifica la percezione dello spazio.
Un habitat progettato
An-tropico non si limita a evocare un paesaggio, ma riflette sul rapporto tra uomo e natura all’interno dello spazio progettato. L’intervento umano non si impone, ma agisce per sottrazione, lasciando emergere una dimensione più intima e percettiva.


Il risultato è un ambiente che sfugge alla spettacolarizzazione dell’esotico e si avvicina invece a una condizione più raccolta, quasi meditativa. Un ecosistema costruito attraverso equilibri sottili, in cui ogni elemento – luce, superficie, segno – contribuisce a definire un’esperienza immersiva.
In questo senso, il progetto di Gupica propone una rilettura contemporanea del tema naturale: non più scenario da riprodurre, ma materia da interpretare. Un tropico mentale, essenziale e silenzioso, che prende forma attraverso il linguaggio del design.