Vitra Campus: il paesaggio come infrastruttura climatica

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A giugno 2026, in concomitanza con Art Basel, il Vitra Campus ha inaugurato il Water Garden, progetto paesaggistico firmato da Bas Smets che segna una nuova fase nella trasformazione del sito in chiave ecologica e climatica. Non un giardino in senso tradizionale, ma un dispositivo ambientale che ridefinisce il rapporto tra architettura, paesaggio e fruizione pubblica.

Collocato sul fronte del Vitra Design Museum di Frank Gehry, il progetto si è inserito nel punto più iconico del campus, attivando un dialogo diretto con le geometrie dinamiche dell’edificio e trasformando lo spazio in una sequenza fluida di attraversamenti e soste.

Un campus industriale come organismo vivente

Alla base del progetto vi era una domanda precisa: come può un sito industriale diventare un paesaggio sostenibile per un pubblico globale e, allo stesso tempo, adattarsi ai cambiamenti climatici?

La risposta di Bas Smets ha assunto la forma di un cambio di paradigma. Il Vitra Campus è stato interpretato come un organismo vivente, un habitat complesso in cui persone, piante e animali coesistono e si trasformano nel tempo.

In questa visione progettuale, le superfici impermeabili sono state progressivamente ridotte, le aree verdi ampliate e le isole di calore mitigate, con l’obiettivo di costruire un microclima più stabile e rinfrescante. Il paesaggio è diventato così una infrastruttura climatica, capace di incidere direttamente sulle condizioni ambientali del sito.

Una strategia in evoluzione: dal giardino al sistema

Il Water Garden si è inserito all’interno di una strategia ecologica già avviata negli anni precedenti. Con l’Oudolf Garten, inaugurato nel 2020, il campus aveva già iniziato una trasformazione sensibile del proprio paesaggio. Nel 2024, la piantumazione di circa 8000 alberi ha dato forma a una rete di micro-boschi ispirati ai principi di Akira Miyawaki, rafforzando ulteriormente questa direzione.

Il Water Garden ha rappresentato la fase successiva di questo processo: uno stagno paesaggistico alimentato dall’acqua piovana raccolta sul tetto di un edificio adiacente, circondato da vegetazione acquatica e alberature pensate per favorire biodiversità e resilienza climatica. Nel tempo, lo specchio d’acqua ha attirato uccelli e sostenuto una piccola fauna ittica, trasformando il campus in un ecosistema attivo.

Acqua come spazio progettuale

L’acqua è diventata il vero materiale generativo del progetto. Lo stagno ha funzionato come dispositivo climatico e percettivo, contribuendo al raffrescamento del microclima e introducendo una dimensione mutevole dello spazio, in costante relazione con luce, stagioni e riflessi.

Il dialogo tra il percorso originario di Tadao Ando e le architetture di Gehry ha costruito una continuità visiva in cui il paesaggio ha agito come mediatore tra ordine e movimento, tra controllo e fluidità.

Hella Jongerius: la natura come linguaggio critico

Elemento centrale del Water Garden è stata l’installazione delle tre grandi sculture-fontana di Hella Jongerius, parte della serie Angry Animals. Le opere, caratterizzate da espressive teste di squalo, hanno introdotto una presenza narrativa forte all’interno del paesaggio.

Ribattezzate ironicamente The Three Graces, le sculture hanno sovvertito il riferimento classico alla bellezza, alla gioia e alla prosperità, trasformandolo in un dispositivo critico. Nel contesto altamente curato del Vitra Campus, questo gesto ha introdotto una tensione sottile tra armonia e dissonanza, tra estetica e responsabilità ecologica.

Un paesaggio stratificato tra arte e architettura

Il Water Garden non ha funzionato come intervento isolato, ma come parte di una sequenza più ampia che ha costruito un museo a cielo aperto. Lungo il percorso si sono inseriti elementi eterogenei che hanno rafforzato questa continuità tra design, architettura e paesaggio.

La panca progettata da Balkrishna Doshi, la casa prefabbricata di Jean Prouvé e la scultura Balancing Tools di Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen hanno contribuito a costruire una sequenza di prospettive che ha esteso l’esperienza del museo nello spazio aperto.

Verso una nuova idea di spazio culturale

Con il Water Garden, il Vitra Campus ha consolidato una trasformazione già in atto: da collezione di architetture iconiche a sistema ambientale integrato, in cui il paesaggio è diventato parte strutturale dell’esperienza culturale.

In questa nuova configurazione, il progetto paesaggistico non ha più accompagnato l’architettura, ma l’ha attivata, modificandone la percezione e contribuendo a definirne le condizioni climatiche e spaziali. Ne è emerso un modello di spazio culturale in cui sostenibilità, arte e architettura non sono più ambiti separati, ma componenti di un unico sistema continuo.