In occasione del Salone del Mobile 2026, Baleri Italia ha presentato la riedizione di Amiko, l’iconico appendiabiti con portaombrelli disegnato da Alessandro Mendini nel 1988 e parte della collezione Poesie d’anticamera.
Un progetto che racconta ancora oggi la capacità del designer milanese di trasformare un oggetto quotidiano in un elemento di cultura del progetto, attraverso un equilibrio tra memoria, ironia e sperimentazione.

Nella nuova edizione, Amiko viene riproposto con alcune leggere modifiche e una nuova palette cromatica che amplia l’identità dell’oggetto: ai colori storici nero e rosso Baleri si aggiungono infatti il giallo Mendini e l’azzurro Mendini, tonalità che richiamano il linguaggio vivace e riconoscibile del maestro del design italiano.
Un piccolo rito quotidiano trasformato in design
Realizzato originariamente nel 1988 come parte della collezione Poesie d’anticamera, Amiko nasce dalla riflessione di Mendini sul rapporto tra tradizione domestica e contemporaneità.
L’appendiabiti, con portaombrelli integrato, reinterpreta il rituale dell’ingresso nella casa: quel momento sospeso tra l’uscire e il rientrare, tradizionalmente associato agli arredi borghesi di fine Ottocento, viene trasferito nella dimensione della Neomodernità attraverso materiali industriali e una forma essenziale.
Come raccontava lo stesso Alessandro Mendini: «Lavorando su questi due aspetti, memoria e banalità, nasce questo oggetto: semplice di forma e di fattura, ironicamente un po’ classico, discretamente neo-moderno».
Un approccio che sintetizza una delle caratteristiche fondamentali della ricerca mendiniana: partire da oggetti familiari per modificarne il significato attraverso un nuovo punto di vista.
Il tubo metallico tra storia e contemporaneità
Al centro del progetto c’è il tubo metallico, materiale che Mendini analizza come elemento carico di memoria progettuale.

«Tutto il mito e tutto il virtuosismo del “tubo metallico” sono concentrati negli anni Trenta. In quel tempo sono state risolte tutte le forme più raffinate, tutte le tecniche più sottili», spiegava il designer.
Per Mendini il tubo metallico vive una doppia dimensione: da una parte conserva il valore storico legato ai grandi progetti del Novecento, dall’altra è diventato un materiale quotidiano, quasi ordinario. È proprio da questa tensione tra passato eroico e uso comune che nasce Amiko: un oggetto semplice, ma ricco di significati.
Un progetto tra tecnica e leggerezza formale
La nuova riedizione mantiene il carattere originale del progetto attraverso una costruzione essenziale e una cura precisa dei dettagli.
La struttura è realizzata in tubo e tondino d’acciaio, verniciati con polveri epossidiche nei colori della collezione. Il piano portaombrelli e la vaschetta raccogli-acqua sono in alluminio verniciato, mentre i piedini sono in PVC nero.

La semplicità costruttiva diventa parte dell’identità estetica dell’oggetto: una struttura leggera e funzionale che conserva però una forte presenza visiva.
Definito da Enrico Baleri “il vero caposcuola, creatore di idee e di modi, di-segni, prima ancora che oggetti e progetti”, Alessandro Mendini ha sempre lavorato sul confine tra arte, architettura e design, trasformando gli oggetti d’uso in occasioni di riflessione culturale.
Con la riedizione di Amiko, Baleri Italia riporta nella contemporaneità un progetto capace di raccontare ancora oggi il valore del design italiano: un oggetto quotidiano che diventa memoria, gesto poetico e presenza nello spazio domestico.