Cambiare il volto di una casa non significa necessariamente demolire, ricostruire o affrontare una ristrutturazione complessa. In molti casi, il progetto d’interni può partire proprio da ciò che già esiste: un arredo da recuperare, una nuova distribuzione, un intervento sull’illuminazione, una palette cromatica capace di modificare la percezione degli ambienti.

È questa la premessa alla base del lavoro di Sofia Carta, interior designer e fondatrice di Sofia Carta Studio, che interpreta il makeover come un vero progetto di interior design. Un approccio che interviene sugli spazi esistenti attraverso azioni mirate, con l’obiettivo di migliorarne funzionalità, atmosfera e identità senza necessariamente ricorrere a interventi invasivi.
Il progetto d’interni come strumento di trasformazione
Il makeover, in questa prospettiva, non coincide con un semplice restyling estetico. Colori, materiali, illuminazione, arredi e soluzioni su misura diventano strumenti progettuali attraverso cui rileggere una casa e adattarla al modo in cui viene realmente vissuta.
Il punto di partenza sono le persone: le loro abitudini, le esigenze quotidiane, il modo di utilizzare gli ambienti e anche gli oggetti a cui sono legate. Da qui nasce un progetto che non cerca di imporre uno stile, ma di costruire una nuova relazione tra chi abita la casa e gli spazi domestici.

Anche il recupero assume un ruolo importante. Un divano può essere mantenuto e completamente reinterpretato attraverso un nuovo rivestimento; una libreria può essere progettata per rispondere contemporaneamente a esigenze contenitive e compositive; un nuovo sistema di illuminazione può cambiare la percezione di un ambiente senza modificarne la struttura.
Sono interventi puntuali, ma capaci di produrre un effetto complessivo sulla qualità dello spazio.
Iris: luce, colore e recupero degli arredi
Nel progetto Iris, il desiderio di rinnovare la casa nasce dopo oltre dieci anni vissuti nello stesso appartamento. L’intervento coinvolge la zona pranzo, lo studio, la camera da letto e il balcone e lavora soprattutto sulla percezione degli ambienti.

Il progetto utilizza colore e illuminazione per alleggerire spazi che nel tempo erano diventati visivamente appesantiti da tonalità scure e arredi importanti. Il carattere originario dell’appartamento non viene cancellato, ma reinterpretato attraverso una serie di interventi mirati.







Tra questi, anche il recupero di un divano di design esistente, al quale viene data una nuova identità attraverso il rivestimento.
Ibisco: progettare la continuità tra cucina, living e zona pranzo
Il tema centrale del progetto Ibisco è invece la continuità spaziale. Cucina, soggiorno e zona pranzo vengono ripensati come parti di un unico ambiente aperto, mantenendo però una distinzione tra le diverse funzioni.

La progettazione lavora quindi sulla fluidità dei percorsi e sulla relazione tra gli ambienti, con una configurazione pensata per favorire la convivialità. L’open space non diventa uno spazio indistinto, ma mantiene una propria articolazione attraverso arredi, materiali e funzioni.


Il risultato è un ambiente versatile, pensato per una quotidianità in cui la casa è sempre più spesso luogo di attività differenti: cucinare, lavorare, stare insieme e ricevere.




Giglio: il soggiorno come spazio per stare insieme
Nel progetto Giglio, il punto di partenza è un diverso modo di intendere il soggiorno. Il televisore, spesso elemento dominante nella progettazione contemporanea della zona living, perde la propria centralità e lascia spazio a un ambiente costruito attorno alla relazione e alla conversazione.


A definire l’identità della stanza è soprattutto un’opera d’arte particolarmente significativa per i proprietari. È proprio da questo elemento che prende forma la palette cromatica e nasce il progetto della libreria su misura.


L’arredo contenitivo diventa così anche un elemento architettonico e compositivo, capace di organizzare la parete e contemporaneamente costruire una cornice per gli oggetti e le opere che raccontano chi abita la casa.
Gardenia: nuove funzioni per una casa che cambia
Nel progetto Gardenia, il makeover si confronta soprattutto con l’evoluzione delle esigenze domestiche.

Il progetto utilizza una palette di toni neutri, materiali naturali e dettagli dal carattere vintage per costruire ambienti accoglienti, ma sono soprattutto le soluzioni su misura a definire il nuovo assetto della casa.




L’ingresso viene integrato nel soggiorno, la camera da letto viene riorganizzata e viene ricavato anche uno spazio dedicato al lavoro da remoto. Il progetto dimostra come la trasformazione degli interni possa nascere non tanto dalla sostituzione degli elementi esistenti, quanto dalla loro riorganizzazione in funzione di nuovi modi di abitare.
Frangipani: il colore come elemento progettuale
Nel progetto Frangipani, invece, è il colore a diventare il filo conduttore dell’intervento.

Il progetto prende spunto da alcuni oggetti particolarmente significativi per la famiglia e ne rielabora colori e caratteristiche evocative all’interno della casa. Le tonalità più intense dialogano con elementi decorativi e arredi su misura, contribuendo a costruire ambienti fortemente personali.





Anche in questo caso, però, l’intervento non si limita all’aspetto estetico. Particolare attenzione viene dedicata alle soluzioni contenitive e alla flessibilità degli spazi, progettati per poter seguire l’evoluzione delle esigenze familiari nel tempo.
Un progetto che parte da ciò che esiste
I cinque interventi mostrano approcci differenti allo stesso tema: trasformare gli interni senza necessariamente ripartire da zero.


La luce può diventare uno strumento per alleggerire un ambiente, il colore può ridefinirne l’atmosfera, un arredo esistente può essere recuperato e reinterpretato, mentre una soluzione su misura può risolvere contemporaneamente esigenze funzionali e compositive.
Il valore del makeover sta quindi nella capacità di leggere ciò che esiste prima di intervenire. Non si tratta semplicemente di aggiungere nuovi elementi, ma di capire quali mantenere, quali modificare e quali relazioni spaziali ripensare.


In questo senso, il progetto d’interni diventa un processo di trasformazione misurato: una modalità per aggiornare la casa seguendo nuove esigenze e nuovi modi di vivere, senza perdere necessariamente ciò che già ne costituisce l’identità.