Pollock Arm Chair

Pubblicato il 10 aprile 2015 Di

Pollock Arm Chair, originariamente prodotta negli anni ’64-‘79, viene reintrodotta nel 2014 da Knoll Inc e oggi presentata anche al pubblico europeo. Fedele al suo impegno nel garantire qualità e innovazione, Knoll prosegue nel percorso iniziato da qualche anno nel rinnovare alcuni dei suoi pezzi iconici, proponendo una selezione di prodotti classici leggendari come quelli disegnati da Ludwig Mies van der Rohe, Florence Knoll, Eero Saarinen, Tobia Scarpa e Marcel Breuer. I loro arredi classici sono da sempre considerati icone del design moderno. Fedele al suo impegno nel garantire qualità e innovazione, Knoll rinnova alcuni dei suoi pezzi iconici. È trascorso più di mezzo secolo dal giorno in cui Charles Pollock ha progettato quella che allora si chiamava “Modello 657”, una poltroncina dal design minimale realizzata con tubi di acciaio cromato lucido e pelle naturale. ‘657’ è contraddistinta dal giusto mix di comfort, funzionalità e, naturalmente, lo stile. Il designer prosegue poi la sua collaborazione con Knoll e disegna quella che diventerà un best seller e rimarrà in produzione dal 1965 nella collezione Knoll: la poltrona per uffici direzionali Pollock Executive. Oggi, Knoll è lieta di reintrodurre la Poltrona Pollock, un classico moderno per la casa. Pollock descrive così la nascita della sedia: “Ero senza un soldo, non avevo nemmeno una macchina e sviluppavo i miei prototipi realizzati con strutture in tubolare che avevo recuperato da una cantina abbandonata. Ho portato tutti questi prototipi in Knoll, mi sono presentato senza appuntamento e volevo incontrare Florence Knoll. Fortunatamente per me per caso incontrai Vincent Cafiero, che allora era senior designer della Planning Unit e nel chiedermi chi fossi decise di darmi attenzione. Così Cafiero mi diede anche dei consigli per prendere la giusta direzione e in collaborazione con lui sviluppai un modello in scala di una sedia molto simile a quella che poi diventò la sedia ‘657’. Questo fu l’inizio. Il resto è storia.”