IL DESIGN DELLE COSE: il dispenser per la Soia

Pubblicato il Di in Approfondimenti

Come abbiamo visto parlando di mouse, torcie e mollette, tutti gli oggetti hanno una storia personale. C’è sempre una scintilla, un evento o un fattore esterno che determina la necessità di un invenzione. Poi con il passare del tempo questo oggetto entra nella quotidianità e nella vita delle persone, così se ne finisce per dare per scontata l’esistenza… ma non è così. Per la rubrica Il Design delle cose, quella che stiamo per raccontare è a tutti gli effetti, una storia di design quotidiano.

L’oggetto protagonista del racconto è usato tutti i giorni su molte tavole e lo conosciamo un pò tutti, anche se in realtà appartiene ad una cultura alimentare diversa da quella a cui siamo stati abituati. Si tratta della bottiglia della salsa di soia, la cui creazione questa volta non è legata all’intuizione di un inventore o di uno scienziato, ma alla matita di un designer.

Il designer giapponese Kenji Ekuan, scomparso nel 2015 all’età di 85 anni, già Compasso d’Oro alla carriera nel 2014, è colui che ha ideato il famoso dispenser per la salsa di soia prodotta da Kikkoman. 

Abbiamo deciso di parlarne, perché ha una storia interessante ed è davvero uno di quegli oggetti che può capitare di prendere in mano nella vita di tutti i giorni, e non comprenderne appieno tutte le potenzialità. Si dice che di queste bottigliette con il tappo rosso, dalla sua creazione, nel 1961 ad oggi, ne siano stati vendute più di 300 milioni di esemplari, e continuano ad essere prodotte e distribuite in ogni angolo del Pianeta. 

La storia del prodotto è una geniale intuizione del designer Kenji Ekuan, che si avvicinò al design proprio nell’intento di creare oggetti quotidiani, utilizzabili da chiunque.  Nella sua storia personale, furono una serie di tristissimi eventi ad essere determinanti per le sue scelte: soli 16 anni nel 1945,  perse la sorella nel terribile bombardamento su Hiroshima. Poco tempo anche il padre, morì a causa delle radiazioni. Questi eventi lo spinsero in un primo momento a diventare un monaco buddista e seguire le orme di suo padre. Poi, resosi conto dello stato in cui si trovava il Giappone dopo la fine della guerra, ispirato dalla tecnologia e dalla cultura statunitense, decise di cambiare percorso e si iscrisse all’Università con l’obiettivo di creare oggetti accessibili a tutti.

“Di fronte a tutta quel nulla, a quella distruzione, ho sentito una grande nostalgia per la cultura umana. Nostalgia verso qualcosa da toccare, da guardare. Poco dopo ho deciso di inventare oggetti”.

Kenji Ekuan

Così, prima si laureò all’Università di Tokyo e poi si trasferì in America per studiare all’Art Center College of Design di Pasadena in California, specializzandosi in design.

Nel 1957 fondò la sua società di consulenza di design, la più grande del Giappone: la GK Industrial Design Associates, (che poi prese il nome in GK Design).

Il progetto del dispenser per la Soia

Uno dei suoi primi progetti fu proprio il dispenser per la soia. Per creare quella famosa bottiglia sinuosa con  il tappo rosso, ci vollero tre anni di lavoro e studio. L’idea di questo progetto la ebbe pensando alla madre, che era solita conservare la salsa di soia dentro contenitori grandi e pesanti e poi era costretta a versarla con fatica, in bottiglie più piccole.

Caratteristico del progetto è il tappo rosso con i due buchi laterali espediente consente di dosare anche le piccole quantità di salsa di soia o i singoli spruzzi con un sistema pulito e antigoccia. Inoltre, il coperchio è svitabile e tutto il materiale è lavabile in lavastoviglie. così la confezione design può essere riutilizzata.

Nel 2003 il progetto vinse il Lucky Strike Designer Award e da anni occupa una posizione fissa al’interno del Moma di New York e nel centro di design del Nordreno-Vestfalia in Germania.
Le altre opere di Kenji Ekuan sono il treno ad alta velocità Komachi della linea Akita Shinkansen, i treni della Narita Express e la Yamaha V-Max.

Bottiglie design: contenitori d’autore

Guardando alla produzione dei designer contemporanei si possono trovare molti esempi di bottiglie e packaging.

Un esempio? la bottiglia della Starck Beer, creata da Philippe Starck per  una birra artigianale Lager, nata dalla collaborazione con la Brasserie d’Olt, il birrificio francese fondata da Sébastien Blaquière a Saint-Geniez-d’Olt (Aveyron). E sempre Stack. è colui che ha collaborato con Acqua Glacier per il design di una originale bottiglia da collezione.

Nel mondo delle bottiglie d’acqua, in particolare, ci sono diversi esempi di “bottiglie di design”, come quella in serie limitata disegnata da Christian Lacroix per Evian o la bottiglia firmata da Giugiaro  per Acqua San Bernardo .


Esempio tra i più originali, resta però ancora oggi, la bottiglia della Y WATER, società nata nel 2007, che proponeva un contenitore a forma di Y . Le bottiglie della Y WATER, erano anche un gioco, perché concepite per essere montate e smontate e creare le forme più varie.

Nel 2017 anche Giulio Iacchetti disegna una bottiglia in vetro per Niasca Portofino, mentre è del 2018 nendo disegna I LOHAS, la bottiglia di acqua minerale firmata per Coca-Cola.

Come sempre il designer giapponese, analizza il tema e approfondisce la riflessione. Per il progetto della bottiglia d’acqua, nendo osserva che la superficie dell’acqua di sorgente crea varie increspature e una serie di onde sovrapposte sulla superficie dell’acqua.

Facendo riferimento a questo, disegna una bottiglia di vetro da 300 ml, ricoperta di increspature, con l’obbiettivo di esprimere la vivacità dell’acqua fresca di sorgente.

L’irregolarità delle increspature non solo rende più vivace l’acqua all’interno della bottiglia, ma ha anche un effetto antiscivolo quando si prende in mano la bottiglia.

Il nome del prodotto sulla bottiglia, è disposto verticalmente, per enfatizzare l’estetica giapponese, mentre il testo è stato stampato con inchiostro bianco. Utilizzando una stampa monocolore, la bottiglia non si distingue quando viene posizionata sul tavolo, esprimendo così la purezza dell’acqua. Decisione presa anche in considerazione dell’impatto ambientale, che avrebbe avuto una stampa multicolore.

Questi sono esempi di progetti contemporanei ma, cercando attentamente nel mondo delle bottiglie, si possono trovare anche tante altre inaspettate icone…