Regolo di Gianfranco Fini: la geometria modulare di Poltronova torna in collezione

Pubblicato il Di in Pezzi Storici, Storia del Design

Disegnato da Gianfranco Fini e introdotto nella collezione Poltronova nel 1975, Regolo torna oggi a raccontare una stagione del design italiano in cui progettazione, arte e architettura dialogavano senza confini rigidi. Un sistema di sedute nato dalla ricerca sulla modularità e costruito attorno a una rigorosa geometria, capace di combinare funzione, contenimento e comfort in un unico progetto.

Configurabile in versione a uno, due o tre posti, Regolo si distingue per le proporzioni generose e per una struttura dalla presenza compatta, pensata per adattarsi tanto agli ambienti domestici quanto agli spazi contract. La sua particolarità, però, non risiede soltanto nella possibilità di comporre diverse configurazioni.

Una seduta pensata da ogni lato

Nel progetto di Fini la struttura diventa parte integrante della funzione. I fianchi e il retro del sistema incorporano infatti vani contenitori, destinati ad accogliere libri e piccoli oggetti.

Una soluzione che supera la tradizionale concezione del divano come elemento da posizionare contro una parete e che permette a Regolo di essere collocato anche a centro stanza, offrendo una fruizione libera da ogni lato.

È un approccio che riflette la ricerca polifunzionale propria di una parte della produzione d’arredo tra gli anni Sessanta e Settanta: il mobile non è più necessariamente un oggetto dalla funzione univoca, ma può integrare più possibilità d’uso all’interno di una stessa struttura.

Il reticolo geometrico come principio progettuale

La lettura del progetto era già presente nelle parole con cui Poltronova, nel 1977, presentava Regolo nel volume Facendo mobili con…. Il sistema veniva descritto come “un assieme molto coordinato dal punto di vista stilistico”, costruito attraverso una grammatica semplice e rigorosa.

Al centro del progetto emerge il reticolo a maglia quadrata, elemento che organizza visivamente e costruttivamente l’insieme. Pieni e vuoti si alternano, insieme a incavi funzionali e spessori calibrati, dando forma a una composizione in cui la geometria non è soltanto decorativa, ma diventa principio costruttivo.

La semplicità della griglia assume così una dimensione spaziale, in un equilibrio tra quella che Poltronova definiva la “modernità dell’ideazione” e alcuni richiami “prospettico-spaziali di ascendenza classica”.

Dalla struttura originale alla nuova riedizione

La riedizione contemporanea conserva l’essenza formale del progetto del 1975, intervenendo invece sui materiali.

La struttura, originariamente realizzata in pino russo, è oggi proposta in frassino massello, scelto per migliorarne stabilità e durabilità. Anche il sistema di imbottitura viene aggiornato attraverso cuscini in poliuretano espanso, disponibili con rivestimenti in pelle bovina lucida, lino o lana riciclata.

Il progetto mantiene così il carattere materico e geometrico dell’originale, introducendo al tempo stesso una gamma di finiture e superfici capaci di restituire differenti interpretazioni tattili e cromatiche.

Gianfranco Fini, tra arte e design

Regolo è anche una sintesi significativa dell’approccio di Gianfranco Fini al progetto. Architetto, pittore e designer, Fini nasce a Roma nel 1936 e si muove in modo poco allineato rispetto ai percorsi più convenzionali del design industriale.

Amico di Franco Angeli e Tano Festa, partecipa al vivace ambiente della Scuola di Piazza del Popolo, prendendo parte nel 1968 al celebre Teatro delle Mostre presso la Galleria La Tartaruga.

Nella sua ricerca, arte e design non occupano ambiti separati. Si contaminano e procedono insieme, dando origine a oggetti nei quali la funzione può convivere con una forte componente plastica e spaziale.

Determinante nel rapporto con Poltronova è anche il sodalizio con Mario Ceroli, artista e autore della celebre serie Mobili nella Valle per l’azienda, con cui Fini condivide esperienze creative e una comune attitudine a muoversi tra arte e progetto.

Un oggetto d’uso, una microarchitettura

È proprio in questa zona di confine che Regolo trova la sua identità. Il sistema di sedute è contemporaneamente elemento modulare, oggetto d’uso e microarchitettura.

La griglia quadrata, i contenitori integrati, la possibilità di essere osservato e utilizzato da più lati trasformano una seduta apparentemente semplice in una piccola costruzione abitabile. La geometria organizza lo spazio mentre la modularità permette al progetto di adattarsi a differenti configurazioni.

A distanza di cinquant’anni, la riedizione di Regolo offre quindi a Poltronova una nuova occasione per rileggere una parte della propria storia: quella di un’azienda che, fin dagli anni Sessanta, ha scelto una strada sperimentale e interdisciplinare, lontana da un’idea di design esclusivamente razionale e standardizzato.

Regolo torna così in collezione non soltanto come riedizione di un progetto storico, ma come testimonianza di una stagione culturale in cui arte, architettura e design potevano incontrarsi liberamente, dando forma ad arredi capaci di superare la loro funzione per diventare vere e proprie esperienze spaziali.