Dopo il successo della mostra “Gigi Guadagnucci Gio’ Pomodoro, Conversazione sulla natura”, il Museo Gigi Guadagnucci di Massa prosegue il proprio percorso di valorizzazione della scultura del Novecento con un nuovo progetto espositivo di respiro internazionale.
Dal 31 luglio al 7 ottobre 2026, Villa Rinchiostra ospita “Astratto Organico”, mostra curata da Mirco Taddeucci con testi critici di Kevin McManus, realizzata in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Henry Moore.

L’esposizione riunisce opere di Henry Moore, Agustín Cárdenas, Antoine Poncet, Alberto Viani, Alicia Penalba e Maria Papa Rostkowska, sei protagonisti della scultura internazionale del secondo Novecento accomunati da una ricerca sulla forma che trova nella natura la propria origine.
La natura come origine della forma
La mostra nasce dal rapporto tra questi grandi artisti e il territorio delle Alpi Apuane, luogo da sempre crocevia tra tradizione e sperimentazione contemporanea. Qui la materia, soprattutto il marmo, diventa protagonista di una ricerca capace di trasformare elementi naturali in nuove forme scultoree.
Il tema centrale dell’esposizione è racchiuso nel titolo: Astratto Organico. Un concetto che descrive una scultura capace di allontanarsi dalla rappresentazione figurativa senza perdere il legame con il mondo naturale.

Curve, cavità, superfici e volumi diventano così un nuovo linguaggio attraverso cui raccontare il movimento, la crescita e l’energia del vivente.
Come spiega il curatore Mirco Taddeucci, l’astrazione non nega il reale, ma lo concentra: il corpo umano, il mondo animale e vegetale diventano elementi essenziali, trasformati in strutture plastiche sospese tra riconoscibilità e pura forma.
Sei artisti, sei visioni della scultura contemporanea
Il percorso riunisce artisti provenienti da culture diverse – dal Regno Unito all’Argentina, dalla Francia all’Italia, da Cuba alla Polonia – creando un dialogo internazionale sulla scultura del secondo dopoguerra.
La mostra si apre all’esterno di Villa Rinchiostra con Fugue Lacustre, monumentale scultura in marmo rosa di Antoine Poncet, che introduce il visitatore al rapporto tra materia e movimento, equilibrio e leggerezza.

All’interno, il percorso si sviluppa attraverso nuclei tematici dedicati al rapporto tra natura, corpo e spazio.
Le opere di Alicia Penalba raccontano una ricerca dinamica ispirata al mondo vegetale: le sue forme sembrano crescere nello spazio attraverso slanci e aperture. Accanto a lei, Maria Papa Rostkowska interpreta la natura attraverso una sintesi organica delle forme, trasformando il riferimento animale in una presenza plastica essenziale.
La ricerca di Alberto Viani porta invece il corpo umano verso una progressiva semplificazione. Nei suoi nudi e nei suoi torsi la figura diventa equilibrio di superfici e volumi, una forma autonoma capace di dialogare con lo spazio.
Henry Moore e il dialogo tra corpo, paesaggio e materia
Cuore della mostra è il nucleo dedicato a Henry Moore, artista fondamentale per la scultura del Novecento e profondamente legato alla Toscana.
Il rapporto con il territorio apuo-versiliese nasce nel 1956 con la commissione della celebre Reclining Figure per la sede UNESCO di Parigi e prosegue attraverso le collaborazioni con realtà come Henraux e Il Bisonte di Firenze.
Attraverso sculture e studi su carta, l’esposizione racconta uno dei temi centrali della sua ricerca: il rapporto tra figura umana, natura e spazio interno. Le cavità, i pieni e i vuoti diventano elementi fondamentali di una scultura in cui il corpo si trasforma in paesaggio.
Materia, disegno e processo creativo
La mostra presenta 33 opere, di cui 4 inedite, realizzate attraverso materiali differenti: marmo, bronzo, gesso, disegni preparatori, collage e pittura.
Accostando opere finite e studi preparatori, il percorso permette di osservare la scultura come un processo in divenire, dove l’idea prende forma attraverso sperimentazioni e trasformazioni della materia.

La conclusione è affidata ad Agustín Cárdenas, artista cubano attivo a Parigi dalla metà degli anni Cinquanta, la cui ricerca porta il tema dell’organico verso una dimensione più simbolica e ancestrale. Le sue forme essenziali evocano memorie naturali, segni archetipici e nuove possibilità della materia.
Una nuova lettura della scultura del Novecento
Con Astratto Organico, Villa Rinchiostra diventa luogo di incontro tra artisti, culture e materiali diversi, offrendo una lettura della scultura del Novecento fondata sul dialogo tra natura e astrazione.
Un percorso in cui la materia non è soltanto superficie, ma memoria del vivente: una forma capace ancora oggi di raccontare energia, equilibrio e poesia.
In copertina: Henry Moore in Henraux accanto all’opera Reclining Figure per la sede UNESCO di Parigi – Foto Ilario Bessi