Essere mare, tra gli ossi di seppia: la Versilia come paesaggio dell’anima nella mostra della Galleria Susanna Orlando

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Giovedì 2 luglio la Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta presenta “Essere Mare, tra gli ossi di seppia”, mostra curata da Beatrice Audrito e Susanna Orlando che racconta la Versilia come luogo generatore di linguaggi artistici, ma anche come paesaggio emotivo capace di influenzare lo sguardo di artisti, collezionisti e curatori.

Un progetto che coincide con i cinquant’anni di attività della galleria e che diventa una riflessione sulla formazione dello sguardo di Susanna Orlando, cresciuta tra Forte dei Marmi e Pietrasanta, immersa in quella particolare atmosfera fatta di luce sospesa, mare, pinete e presenza silenziosa delle Alpi Apuane.

La versilia come spazio mentale

Più che un territorio geografico, la Versilia è stata per generazioni di artisti uno spazio interiore. Tra il mare e le montagne, tra la linea dell’orizzonte e la materia della pietra, questo paesaggio ha accolto pittori, scultori, poeti e scrittori che qui hanno trovato un luogo di contemplazione e ricerca.

Nel corso del Novecento, Forte dei Marmi, la costa e l’entroterra apuano sono diventati un laboratorio di sensibilità artistiche, lontano dalla semplice dimensione della villeggiatura. Molti artisti hanno cercato in questo luogo il silenzio, la sospensione, una relazione più profonda con il paesaggio.

La luce rarefatta delle pinete, il ritmo lento della battigia, il profilo delle montagne e la presenza costante del mare hanno influenzato colori, materiali e forme, trasformando il paesaggio esterno in esperienza interiore.

Opere come tracce lasciate dal mare

La mostra riunisce una selezione di artisti che hanno costruito un rapporto profondo con la Versilia, assorbendone atmosfere e suggestioni fino a trasformarle in un linguaggio personale.

Il percorso mette in dialogo autori del Novecento italiano come Alberto Savinio, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Massimo Campigli, Ottone Rosai, Mino Maccari, Arturo Dazzi, Renato Guttuso e Lorenzo Viani con figure più contemporanee come Ruggero Savinio, Carlo Mattioli, Aldo Mondino, Piero Gilardi, Giuseppe Biagi e Guido Borgianni.

Un insieme di opere che restituisce non soltanto una storia dell’arte, ma una geografia emotiva fatta di affinità, memorie e corrispondenze.

Lo sguardo di susanna orlando

In occasione del cinquantesimo anniversario della galleria, “Essere Mare, tra gli ossi di seppia” diventa anche un ritratto dello sguardo curatoriale di Susanna Orlando.

La mostra racconta una ricerca costruita nel tempo, fondata sulla scelta di artisti capaci di interpretare il paesaggio attraverso una dimensione intima e poetica. Un percorso coerente, in cui le opere selezionate diventano frammenti di una sensibilità condivisa.

La galleria emerge così come un luogo in cui il territorio non è soltanto sfondo, ma origine di una visione. La Versilia diventa una chiave interpretativa, una matrice culturale che continua a influenzare generazioni diverse di artisti.

Il richiamo a montale e agli “ossi di seppia”

Il titolo della mostra richiama la raccolta poetica di Eugenio Montale, figura profondamente legata alla Versilia e alla storia personale di Susanna Orlando, che ebbe modo di conoscerlo a Forte dei Marmi accompagnata dal padre Angelo.

Gli “ossi di seppia” diventano simbolo di una ricerca fatta di tracce e memorie: piccoli frammenti restituiti dal mare, residui di un tempo passato che conservano ancora una presenza.

Allo stesso modo, le opere riunite nella mostra sembrano emergere da un percorso lento, fatto di osservazione e ascolto del paesaggio.

Un allestimento come paesaggio interiore

L’allestimento si sviluppa come un’unica stanza di relazioni, dove opere, libri, frammenti poetici e tracce musicali convivono in un racconto unitario.

Più che una mostra storica, il progetto costruisce un ambiente immersivo: una stanza della memoria in cui ogni elemento contribuisce a ricreare l’atmosfera della Versilia.

“Essere Mare, tra gli ossi di seppia” diventa così un viaggio attraverso luoghi e sensibilità, un racconto in cui il mare non è soltanto un elemento naturale, ma una condizione dello sguardo.

Un paesaggio capace ancora oggi di trasformarsi in arte.