Iuav dedica due mostre a Vittorio Gregotti nel Centenario dell’Ateneo

Pubblicato il Di in Eventi

In occasione del Centenario della sua fondazione, l’Università Iuav di Venezia ha inaugurato il 21 maggio nella sede dei Tolentini due mostre dedicate all’attualità del pensiero e al lascito culturale di Vittorio Gregotti, tra le figure centrali dell’architettura italiana del secondo Novecento.

Foto Università Iuav di Venezia

Gregotti, che ha insegnato allo Iuav, ha eletto Venezia e la sua laguna come luogo privilegiato di sperimentazione: uno spazio insieme intellettuale, didattico e progettuale, in cui teoria e pratica hanno trovato un continuo punto di confronto.

Il “Nuovo” secondo Gregotti

Nel celebrare la figura dell’architetto, il rettore dell’Università Iuav di Venezia Benno Albrecht richiama una delle sue riflessioni più note: nell’architettura contemporanea “c’è solo novità ma non c’è nuovo”.

Secondo Albrecht, Gregotti ha invece perseguito proprio il “Nuovo”, inteso come capacità del progetto di aprire possibilità reali, ampie e radicali. Un’attitudine che unisce immaginazione e rigore tecnico, coraggio intellettuale e realismo operativo, e che ha contribuito a formare generazioni di architetti.

Foto Università Iuav di Venezia

Il suo pensiero, sottolinea il rettore, ha avuto un impatto concreto sulla cultura progettuale italiana, anche se non sempre riconosciuto nei contesti urbani in cui si è misurato, come Venezia, dove parte della sua visione non ha trovato piena realizzazione.

Venezia come laboratorio di modernità

Negli spazi del rettorato ai Tolentini è stata allestita la mostra “Vittorio Gregotti e Venezia”, a cura di PierAntonio Val, visitabile fino al 31 luglio 2026.

Il percorso riunisce dieci pubblicazioni dedicate alla città lagunare, un decalogo tratto dall’editoriale di Casabella e riproposto in Lezioni veneziane, e una selezione di dieci progetti che raccontano il rapporto lungo e stratificato tra Gregotti e Venezia.

Foto Università Iuav di Venezia

L’insieme dei materiali restituisce un’idea precisa: Venezia come campo di sperimentazione di una “nuova modernità”, dove progetto, ricerca e didattica non sono ambiti separati ma parti di un unico sistema coerente.

Foto Università Iuav di Venezia

Tra i progetti esposti compare anche la proposta per il sistema di accesso al centro storico nell’ambito del piano del Tronchetto. Una visione infrastrutturale che mirava a ricucire centro storico, laguna e Mestre, attraverso dispositivi innovativi come il raddoppio della stazione ferroviaria e un sistema di tapis roulant per l’attraversamento del ponte, pensato per alleggerire i flussi verso Piazzale Roma e il Canal Grande.

La didattica come progetto: l’archivio Gregotti

La seconda mostra, ospitata nella sala Scarpa della Biblioteca ai Tolentini, sede del Fondo Vittorio Gregotti donato allo Iuav, porta il titolo “La didattica come progetto di architettura. Le lezioni veneziane di Vittorio Gregotti”, a cura di Guido Morpurgo e Antonella D’Aulerio.

Foto Università Iuav di Venezia

L’esposizione, aperta fino al 5 giugno 2026, consente per la prima volta una lettura critica del fondo archivistico e della biblioteca di lavoro dell’architetto, utilizzata per la scrittura dei suoi libri e per l’organizzazione delle attività didattiche.

Il materiale conservato ricostruisce in modo organico il suo metodo di lavoro: manoscritti, appunti, conferenze e testi annotati che testimoniano un pensiero in continua elaborazione. I libri di Gregotti, densi di annotazioni e interventi, restituiscono infatti un sistema intellettuale stratificato, quasi “geroglifico”, come lo definisce Guido Morpurgo, e profondamente radicato nel dialogo con gli studenti.

Foto Università Iuav di Venezia

Accanto ai materiali d’archivio, la mostra presenta anche alcuni oggetti progettati dallo stesso Gregotti, come una poltrona e un tavolo, che restituiscono la dimensione più quotidiana e personale del suo rapporto con il progetto.

Un’eredità nel tempo del Centenario

Le iniziative dedicate a Vittorio Gregotti si inseriscono nel programma del Centenario dell’Università Iuav di Venezia, che nel 2026 celebra cento anni di attività tra formazione, ricerca e cultura del progetto.

Foto Università Iuav di Venezia

Un’occasione che non si limita alla memoria, ma riattiva il dibattito sul ruolo dell’architettura come strumento critico per leggere il presente e immaginare le città del futuro.